PAZZA!

 

nna si accorse presto che suo marito era un mascalzone e che l'aveva sposata per il suo denaro. Giorgio, dopo dieci anni di matrimonio con una donna che aveva imparato a detestare, decise che era ora di smetterla con quella tortura quotidiana. In qualunque modo.
Anna stava rovistando nei cassetti del comodino.
- Che cerchi? - le chiese Giorgio.
- La spilla, quella con le pietre di giada.
- Anna, comincio sinceramente a preoccuparmi. Non trovi mai nulla, sei distratta, che ti sta succedendo?
- Niente, che vuoi che sia. Sono solo stanca, stressata - sbottò lei.
In realtà era alquanto in pensiero. Troppi indizi le facevano supporre che c'era un vero problema, non era mai stata tanto svagata.
Giorgio era partito per affari e Anna era inquieta in quella grande casa vuota.
Si mise a riordinare. Le mancava un vestito, un abito da sera blu che aveva acquistato a Parigi. Lo cercò dappertutto, senza risultato.
L'indomani mattina aprendo l'armadio lo vide lì appeso a una gruccia. Non avrebbe potuto non notarlo la sera prima. Scoppiò a piangere. Stava impazzendo!
Altri episodi simili si susseguirono, finché Anna non iniziò a credere che fosse meglio farsi ricoverare in una clinica per malattie mentali.
Giorgio non solo non si oppose, ma dentro di sé esultò.
Anna fece i bagagli, chiamò un taxi - aveva rifiutato l'offerta di suo marito di accompagnarla - e se ne andò. Aveva lasciato tutto in ordine. Aveva chiesto che ogni cosa durante la sua assenza continuasse come prima, i pasti ai soliti orari, la grande pulizia del sabato, il Porto di Giorgio dopo cena.
Aveva provveduto lei ad avvelenare il liquore, suo marito non si sarebbe mai goduto la sua bella casa. E forse in procinto di morire, avrebbe capito quanto sia stupido non chiudersi a chiave in una stanza quando si fanno rivelazioni compromettenti a un'amante.
Disse al tassista di condurla all'aeroporto. Anche se l'avessero fermata, non avrebbe avuto nessuna colpa per quello che era capitato. Era Pazza!

Franca Marsala