LITIGI DI FAMIGLIA
a tempo ci
sono continui litigi in casa, è diventato un ambiente insopportabile. Pensate che in
passato si viveva bene qui, era... tranquillo, poi sono arrivati loro: madre e figlio. Da
quanto sono riuscito a capire lei è vedova. Oh, no di nuovo! Ecco che ricominciano! E
adesso per che cosa gridano? Lui vuole i soldi per uscire e lei non glieli vuol dare... Ma
insomma lei si spacca la schiena tutta la giornata al lavoro per pochi spiccioli mentre
lui, a malapena diplomato, non vuole trovarsi nemmeno un lavoro part-time per pagarsi le
uscite del week-end. Non pensate che voglia prendere le parti della madre, è solo una
constatazione obiettiva degli eventi che quasi ogni giorno mi ritrovo, mio malgrado,
davanti. Se la madre mi vedesse... Lui mi ignorerebbe mentre lei no. Non ho nessun
interesse a difenderla, del resto come posso? Lasciatemi il tempo di spostarmi in una
buona posizione... Voglio vedere cosa succede, ho sentito dei rumori che non conosco. Ah,
ecco. Ma cosa vedono i miei occhi? Lui, con un... un... come si chiama... ah, sì,
coltello. Coltello? E che vuole fare? Con quello generalmente loro tagliano il cibo. Si
avvicina a lei che è terrorizzata, lo sta pregando di non farlo. E un attimo, vedo
lampeggiare la lama e rossi schizzi di sangue imbrattare il pavimento. Lui dice che lei
non lo comanderà più! Il tempo per pochi rantoli e poi la madre muore. Un colpo diretto
alla gola. Lo vedo girarsi, sta cercando sicuramente di capire se qualcuno ha visto la
scena. Nessuno... tranne me. Si volta... Mi vede... Mi tremano le gambe. Io sono
totalmente innocuo, non voglio morire. Non ho fatto niente, non posso nemmeno raccontare
quello che ho visto! No, ti prego, non mi uccidere... Inizio a scappare, ma lui è più
grande di me ha gambe più lunghe. Poi improvvisamente mi accorgo che mi raggiunge e mi
supera, vedo che si pulisce le mani e getta via la camicia macchiata di sangue dopo averla
stracciata. Va a frugare nella borsa di sua madre e vi trova 200 Euro. Esce di casa come
se niente fosse, di sicuro penserà più tardi a disfarsi del cadavere. Tutto adesso è
silenzioso. Le mie otto zampe non tremano più. Cè pace. Salgo sul muro e raggiungo
la mia ragnatela, da lì posso vedere tutta la stanza, il cadavere è proprio sotto di me.
Il sangue sul pavimento ha formato pozze scure. Rimango ha fissare il cadavere per un
tempo imprecisato senza darmi una motivazione. Intanto iniziano a ronzare le mosche,
chissà se qualcuna cadrà nella mia tela? Mentre osservo il mio pasto, sento dei rumori,
forse lui è tornato. No, non è la porta che si apre, i rumori provengono dal pavimento.
Vedo la madre che si rialza, dal taglio non esce più sangue, i suoi occhi sono due pozze
rosse. Tira fuori una lingua esageratamente lunga e si lecca la ferita come gustando il
sapore. Si siede in poltrona e aspetta che torni suo figlio.
Manuel Passarella |