UPAVIS
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2004 - edizione 3)
d anca, su
ancia e nicotine in magazine over the size stretto in gola con le mani assottigliate
imbottigliato e senza anello sotto il sole con le scarpe nere e la tuta dacetilene
sotto le mutande di velluto e nel panno di lana il guanto di crine sulla schiena un
coltello conficcato nelladdome il tatuaggio I Love inciso:
lincontro. Il 27 aprile, nella Mercedes crema miele, puzzo di sudore laido marcio,
pieno di cinesi tailandesi malesi ecchimosi sul vetro sporco di fango Ama chi sposi
e non sposare chi ami scritto con lindice insanguinato dello gnomo con la
bocca piena di cacche di gallina non sapendo cosa mangiare dietro
langolo la festa dello Spero che bruci. Tra le scale inneggianti lo
sconforto quartierale, scaricato dallauto miele peperoncino e aglio pestifero, mi
arrampicavo per i gradini mentre le scarpe inciampavano tra le cortecce craniche di gatti
e topi e fagioli renali distese sotto lalambicco purpureo dacetone per unghie.
Chino un po giusto per essere colpito dalle dita con anelli di rame di tetrapak
ecologico e senza senso caduto tra i rottami del dietro langolo Vai a
cena? No Che mestiere fai? Lassassino....
Speach, volgare, gesso, caldo afoso schizzato di lacca e nausea, lontano, nel sentiero il
suono The box tagliato arancione con la mano in gola otturato lalito il
sospiro il conato. La voglia, bionda, necessaria di cui nella quale imbroglia il soggetto
e nellodore odora odorante il nervo secco nellalluce polluce in nuce e
seducente morsa. In bocca serrata e vaginata, in bocca sordo acume acues.
Vito Antonio D'Ambrosio |