CHIUSO

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2004 - edizione 3)

 

on trovava più nessuno.
Lo racchiudeva un corridoio, completamente buio dietro e in penombra davanti.
Da dietro battiti di mano ed altri rumori confusi.
Non capiva, accelerò il passo, e la via che si lasciava dietro mutava in completa oscurità.
Il corridoio aveva una diramazione a destra, lui vi s'addentrò.
Una figura a lui familiare e cara gli apparve: urlava, carica d'ira e forse in procinto di assalirlo: "Cos'hai fatto?! Cosa'hai fatto?!"
Lui iniziò a piangere, affermando di non capire, e la figura si voltò e fece per camminare via, in una lentezza non umana.
Si girò: dietro non vedeva più nulla, e quando riguardò avanti, la penombra si era mutata in buio assoluto.
Rumori lo assalirono, di tutti i tipi: rumori di oggetti, voci, pianti e grida.
Poi iniziò ad essere toccato da sensazioni: sospiri sulla pelle, carezze e tocchi di mani ovunque sul corpo.
Il battito cardiaco accelerò, sudore ghiacciato gli coprì tutto il corpo.
Non riusciva a muoversi. Ci provava, si sforzava, ma sembrava aver perso il controllo del suo corpo. Ogni sforzo di reagire o di ragionare sembrava vano, piangeva ma senza voce, non riusciva ad emettere suoni, era bloccato. L'oscurità gli fluttuava attorno sempre più veloce.
Ultima, la morte.

Nicola Battelli