MATTINA
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2004 - edizione 3)
asa di
campagna, piccola, carina. Da poco rimessa a nuovo.
Intorno i colori dellautunno.
9,30
Carlo, come ogni mattina, dovrebbe essere in ufficio. Triste e monotono impiego nella
bollente prigione di cemento. Assicurazioni, polizze sulla vita; noia mortale, routine
disarmante.
Ma oggi è a casa, sta guardando la TV, un programma sportivo.
In mano un bicchiere di whisky: piacere irrinunciabile.
Si gode il suo momento di libertà, la sua mattina non ordinaria.
Finalmente lontano da quel maledetto lavoro, pensa e manda giù un altro sorso. Cerca di
ricordare perché è lì e non là, ma non gli viene in mente, non gliene frega niente.
Anche Anna è a casa.
È strano.
La scuola è aperta oggi. Non è il suo giorno libero. A Carlo non interessa: saperla
vicina lo rende felice.
Adesso sta preparando un dolce, sono anni che non prepara un dolce. Sorride radiosa mentre
maneggia limpasto.
Forse dopo faranno lamore, sono anni che non fanno lamore.
Ci sono tante cose che non fanno da anni. Oggi sembra il giorno giusto per poterle fare
tutte quante. Dovrebbe durare in eterno.
Anna si siede accanto a lui e lo bacia.
Cosa guardi?
In quel momento il programma sportivo viene interrotto.
Edizione straordinaria. Tg regionale.
Cosa sarà successo?
Il paese di Velletri sconvolto. Treno deraglia. Più di cinquanta morti. Tra questi
soprattutto studenti e lavoratori pendolari. Ecco le foto di coloro che sono stati
identificati.
Le foto scorrono.
Volti noti, sconosciuti, già visti.
Le foto scorrono. Una dopo laltra si avvicendano sullo schermo.
Solo una volta, la televisione mostra due volti affiancati. La didascalia dice: coniugi
Moretti.
In paese li conoscono un po tutti. Lui impiegato, lei maestra. Da anni, ogni
mattina, andavano insieme in città.
Alla stazione si salutavano.
Lui prendeva lautobus e lei si incamminava verso la scuola.
Diego Falsini
Iscritto al secondo anno di Ingegneria Gestionale all'Università degli
studi di Roma "Tor Vergata". Celibe.
|