LA SEDIA
“I tuoni del giudizio e della collera sono contati E ospitati nel Sud. Nella sembianza di una Quercia i cui rami sono covo Di lamenti e pianti sofferti Per Geova e i Suoi servi, che bruciano notte e giorno, E vomitano Fuori teste di scorpione, vivono come zolfo mescolato a veleno. Questi sono i Tuoni che ruggiscono con cento possenti Terremoti E come mille onde, Che non riposano, né conoscono tempo di ripetersi. Qui una sola roccia Ne porta avanti mille Come il cuore dell’uomo fa con i suoi pensieri. Guai, Guai, Guai, Guai, Guai, Guai! Alla terra perché la sua iniquità è, fu, e sarà grande. Andate via! Ma non i vostri suoni possenti!”
Sentì un pianto provenire da dietro la porta della fattoria, senza indugio
entrò accostando leggermente il portone che si chiuse dietro di lui
scricchiolando. All’interno l’ambiente era completamente oscuro e
buio, c’erano solo due finestre una al lato sinistro l’altra al lato
destro, ormai murate ma che lasciavano penetrare uno piccolo spiraglio di
luce. Al centro della stanza, in lontananza, si intravedeva una sedia
arrugginita. Josh udì una voce flebile canticchiare una canzoncina, la voce
sembrava provenire dalla bocca di una bambina. Più si avvicinava alla sedia
e più le parole della canzone si facevano chiare e scandite.
“Giro girotondo
Josh si trovò davanti alla sedia nel centro della stanza, la bambina giaceva
seduta con le gambe rannicchiate e la testa chinata in basso. Aveva dei
capelli lunghissimi e lisci di colore biondo, ma non un biondo normale, erano
quasi bianchi, platino.
La sveglia suonò, erano le otto e mezzo del mattino.
Alessandro Salzano
Nato a Firenze il 2 dicembre dell'87 ha da sempre
nutrito una passione verso tutto quello che è "Horror", dai film fino ai
racconti e ai romanzi. Suona La chitarra elettrica da ormai 5 anni e non ama
molto scrivere le biografie. Chi non mi conosce è ben accetto per una
conversazione anche breve, chi crede già di conoscermi in realtà non sa
niente.
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