LUNA DI MORTE
(3° classificato al concorso "300 Parole Per Un
Incubo", 2004 - edizione 3)
alla
finestra aperta, penetrò la luce bianca della luna stampandosi sul pavimento della camera
reale. L'odore di morte aveva impregnato i drappi, la mobilia, le pareti. Inutile era il
fumo dell'incenso che si stava consumando nel braciere ai piedi del letto.
Improvvisamente, il silenzio in quell'anomala cripta fu rotto dall'ingresso di un soldato,
che spalancò la porta gettando in mezzo alla stanza una vecchia. "Sire, ecco la
strega". Disse ed in un lampo fu fuori, mentre la donna istintivamente si coprì la
bocca con un lurido scialle. L'aria era troppo ammorbata anche per lei. "Maledetta,
ti farò bruciare viva!" Minacciò una voce rauca da sotto il lenzuolo. La vecchia
megera, sfidando l'aria infetta, rispose: "Mio sire siete vivo, quindi la pozione ha
avuto effetto. La nera signora è stata respinta". Lentamente, il sudario scivolò a
terra; un tanfo di carogna rese ancora più irrespirabile l'aria. "Avvicinati! Ammira
gli effetti del tuo intruglio". "Li conosco già. Vi misi in guardia che potevo
rendere immortale solo lo spirito, ma voi, pur di non perdere il potere, accettaste di
sfidare la morte ed ora siete testimone del disfacimento del vostro corpo. Le interiora
sono state le prime a consumarsi, poi la pelle è diventata color ebano gonfiandosi come
un otre, gli occhi vi sono scivolati dalle orbite e vi siete riempito di pustole infette.
Voi vivete, mentre il vostro corpo sta andando in decomposizione". Il re tentò di
risponderle, ma, nel frattempo, la lingua gli era sprofondata in gola. La vecchia strega
interpretò quel silenzio come una resa, si esibì in un ironico inchino e raggiunse la
porta uscendo indisturbata. Un raggio di luna scivolò sul letto regale illuminando, senza
pudori, un corpo invaso da vermi.
Roberto Arrigucci
Laureato in economia commercio ho partecipato a vari concorsi sia per
testi teatrali, sceneggiature di corti cinematrografici e racconti gialli.
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