IN DOLCE ATTESA
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2004 - edizione 3)
on è
facile scegliere un posto per i tuoi figli. La vita è difficile prima ancora del suo
inizio. Percorri metri e metri al buio. Cerchi, soffri, sussulti. Scossa dai fremiti di un
ventre gonfio ti accontenti di un riparo, un anfratto, una cavità, una fessura tiepida
nel silenzio del buio. Annusi. Nessun odore di marcio o veleni. Forse acqua. Lacqua
che è vita e istinto al tempo stesso. Un lunghissimo istante, un respiro profondo, un
ticchettio. Il ventre che si svuota è già un ricordo. Le forze paiono svanire, liberate
in corpi che mai ho visto e mai vedrò. Poi tutto torna, come le mosche, la polvere, i
percorsi inalterabili dei fili che reggono la tua dimora. Hai solo il tempo di alzarti,
fare qualche passo e voltarti, gettando uno sguardo a quel corpo immobile e caldo che
ancora ti respira sotto. Con un misto di affetto e orgoglio guardi quella piccola ferita,
che si va già rimarginando attorno alle uova che hai appena deposto.
Raffaele Serafini |