E FUORI SPLENDE IL SOLE

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2004 - edizione 3)

 

m.gif (328 byte)i sta inseguendo. È dietro di me, sempre più vicino. Questo grattacielo in cui lavoro oggi sembra essere una prigione. Per fuggire da lui sto salendo le scale. E sono sempre più stanca. Cado stremata. Lui in un attimo è sopra di me. Mi blocca le braccia. Tira fuori un coltello dal lungo cappotto. Me lo passa sui seni. Facendone uscire piccoli segni rossi. Sento la pelle aprirsi. Vedo il suo sguardo, il sorriso che scopre piano i denti rovinati. Mi abbassa i pantaloni. Sento il coltello che scende ferendomi la pelle, mi provoca continui brividi col suo metallo gelato. Tra poco morirò, penso. Chiudo gli occhi. Mille facce si sovrappongono nella mente. Persone che ho amato, visi familiari e non. Non immaginavo di poter provare tutto ciò prima di lasciare questo mondo. Avrei voluto dire addio ad una persona, questa mattina. Sento che sarà questo il mio ultimo pensiero.
All’improvviso lo sento afflosciarsi contro di me. Apro gli occhi e vedo due palpebre spalancate che mi fissano sorprese.
Del sangue gli esce dalla bocca. Alle sue spalle, Bob, il mio assistente, ci guarda attonito. Mi libera dal peso del cadavere, faccio appena in tempo a vedere il fermacarte impresso dentro la sua schiena. Piango, appoggiata alla sua spalla. Guardo la luce da fuori la finestra. Sono viva, respiro. Un aereo vola basso poco sotto le nuvole, i gabbiani ne seguono la scia. Sorrido senza riuscire a controllarmi, e senza volerlo, in fondo. Guardo la seconda torre di fronte a me, penso che ricorderò a lungo questo giorno. Quello che segna la mia rinascita, stasera dirò a quella persona che l’amo. Da domani tutto sarà diverso.
Oggi è l’undici settembre del 2001. Fuori splende il sole.

Isabella Ninfole