L'OCCHIO DELLO SPETTATORE
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2004 - edizione 3)
gni cosa, fuori, è immobile, imbrigliata e sepolta da un silenzio
cristallino e intoccabile.
Dalla finestra spalancata come un occhio sul mondo, laria calda e profumata della
notte sale dal giardino e riempie dolcemente la stanza.
Una leggera brezza agita le tende porpora e scivolando lenta dal balcone scorre sul
pavimento, inondandolo come un impalpabile vapore.
Un incensiere nascosto e invisibile sparge i suoi esotici aromi tuttattorno al
letto, circondandolo come un entità sovrannaturale in un abbraccio soporifero dal sentore
darance.
E la luna. La luna che coi suoi deboli raggi penetra loscurità riflettendosi sulle
lenzuola di seta nera, crea grotteschi e fugaci giochi dombra sulle pareti.
I miei occhi vagano incerti in questatmosfera a metà tra ragione e sogno, posandosi
sui contorni indefiniti degli oggetti rapiti dal buio. Ogni libro, ogni soprammobile: li
riconosco come fosse giorno.
Lei è distesa sul letto, avvolta da mille sogni caldi e rassicuranti. Il suo sorriso
imperturbabile, il rosso brillante dei suoi capelli ribelli, la pelle bianca e levigata.
Ella racchiude in sé tutti i misteri dell'universo.
Per interminabili ore notturne ho vegliato sul suo riposo riempiendo il mio cuore di
sentimenti che temevo di aver perduto per sempre e che ora mi scorrono dentro, nuovamente,
travolgendo ogni ragione.
E per la prima volta mi avvicino, tendendo la mia mano eterea per accarezzare la dolce
bellezza di quel suo viso perfetto.
E tempo che goda della vita che troppo presto mi fu negata.
Stefano Pradel |