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A MEZZANOTTE

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2004 - edizione 3)

 

enedetta si sedette sul letto, incrociando le gambe, rassegnata. Aspettava lo scoccare della mezzanotte come un condannato attendeva il suo carnefice.
In lontananza echeggiarono dodici cupi rintocchi.
Non appena furono terminati, dalla parete davanti a lei si aprì una spaccatura. Ne uscirono un fumo spesso e maleodorante, un calore infernale e lontane urla di sofferenza. Un istante dopo, emerse dall’improvvisata porta un individuo vestito molto elegantemente, dalla testa glabra, color sangue, su cui campeggiavano due piccole corna nere.
- Molto bene! – sorrise compiaciuto il demone – Vedo che mi stavi aspettando. Hai avuto un anno di fama, ricchezza, sesso e fortuna. Spero ti sia piaciuto. Ora è giunto il momento di rispettare i patti.
- Non c’è modo di ottenere una proroga?
Chiese lei, mesta.
Il demone allargò le braccia e inclinò di lato la testa:
- Lo sai bene – disse ironicamente bonario – Una volta stipulato un contratto non sono ammesse deroghe!
Benedetta sospirò, alzandosi dal letto. Quando fu in piedi si irrigidì, come pietrificata.
- Allora? Andiamo? – Soffiò spazientito l’individuo.
Violentissime convulsioni attraversarono il corpo della ragazza, gli occhi si girarono indietro mentre emetteva solo rivoltanti gorgoglii. Crollò a terra, innanzi al demone che, impassibile, assisteva allo spettacolo.
Dalla bocca di lei uscì un denso fumo bianco, che si ricompose davanti all’essere, assumendo la forma di un suo simile.
- Bene Azael, - disse il primo – ora possiamo andare. Spero che ti sia divertito, durante le ferie. Abbiamo un sacco di lavoro arretrato, da sbrigare.
- Lo so. – disse asciutto l’altro, mentre seguiva il collega attraverso la fenditura – È ben per quello che non volevo lasciare il mio corpo ospite.
L’apertura si richiuse senza lasciare alcun segno e la stanza piombò in una quiete sinistra.
Benedetta giaceva ancora esanime in terra. Presto si sarebbe risvegliata. Senza alcun ricordo dell’ultimo anno.

Fabrizio Vercelli