Abramacabria

Questa è la ballata
della morte che è tornata
è l'ombra al suo passaggio
e sei pronto a un nuovo viaggio
non sarà paradiso
non sarà inferno
sarà solo vuoto
e in eterno
sei solo tu e il tuo inconscio
ed è per questo che non vi sarà
ritorno.

 

I bambini strinsero il cerchio e in un urlo lo sciolsero correndo intorno al pozzo della piazza scura, una sferzata di vento fece echeggiare il cigolio di uno stipite, la vecchia campana lanciò un rintoccò che si distese nel piccolo paese in quella notte fredda.
I bambini correvano urlando e imitando i versi dei rapaci. Alzavano le manine alla luce del lampione creando ombre sinuose e ritorte alle loro spalle. Un nuovo rintocco. Il cerchio si ricompose e cominciò a muoversi e ondeggiare.

 

la morte, la morte
la morte che arriva
la morte feroce, la morte cattiva
arriva d'improvviso nella tua vita
e d'incanto sei fuori partita.

 

Un urlo si levò dal corpicino di uno dei più piccoli, la suggestione del buio e della cantilena... il piccolo si portò le mani alle orecchie piangendo. Gli altri lo guardavano in silenzio, il girotondo fermo. Il piccolo scosso da fremiti fece per scappare lasciando di sè solo lacrimoni caldi su guance rosse dal freddo.

 

No, non puoi scappare,
di te la morte si vuole occupare

cominciarono a intonare i bambini, in una litania cantata sempre più ad alta voce, come un tuono lontano.
Il bambino terrorizzato restava fermo e si copriva la testa gridando di smetterla. Gli altri tendevano le mani al cielo e urlavano quella filastrocca. Il bimbo spalancò la bocca per invocare nuovo aiuto.

 

Non c'è aiuto per chi ha scelto di scappare
Perché adesso la morte lo può trovare!

 

Ripresero gli altri. Il bimbo lasciò le braccia cadere lungo il corpo, sollevò gli occhi al cielo, le lacrime si tinsero di rosso, il sangue gli rigò le guance ora d'un pallido terribile. Fu scosso da un fremito e senza un lamento si accasciò al suolo.
Gli altri lo guardarono, poi si riunirono in cerchio e nella notte ricominciarono a cantare.

 

Questa è la ballata
della morte che è tornata...

 

"Bambini basta giocare!" li richiamò il prete affacciandosi dalla canonica.
I bambini ubbidirono e in fila perfetta seguirono il primo fino al dormitorio. La luce del lampione si spense su tre corpicini lasciati alle ombre della notte buia.

 

Nel dormitorio i bimbi si infilarono nei loro lettini e prima di spegner la luce chiesero al prete di raccontar loro la favola, la loro favola, quella che li accompagnava nei sogni, lontano dalla paura del buio e degli incubi. Il prete si sedette sotto il lume e cominciò a raccontare a quelle faccette curiose e affascinate che si stringevano nelle coperte.

 

C'è una filastrocca che si canta di notte...

 

I bambini sorrisero, la loro favola li avrebbe salvati, tenuti lontano dal male e dalla morte che silenziosa si annida nel buio. Quella favola era un sicuro caldo letto in cui aspettar la luce del giorno...

 

Questa è la ballata
della morte che è tornata

 

mormorarono sulle parole del prete.

Ilaria Turco