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LEI

 

mava andare in giro con la pioggia, si vestiva allegramente, indossava il suo impermeabile nero e il cappello; si potevano solo intravedere i suoi grandi occhi verdi come due stelle dietro i lunghi capelli neri. Scivolava lentamente fuori di casa, nessuno la notava perchè apparentemente non c'era niente in lei che potesse attirare attenzione. Solo osservando attentamente i suoi occhi ci si poteva immergere nel suo mondo. Lei era un'ombra sottile. Era capace di provare forti passioni, aveva sempre amato ed amava ancora. Anche il suo amore era unico, esaltato quanto più possibile, un sentimento puro e semplice, ma immenso.
Anche quel giorno pioveva, e Lei era uscita di casa. Si era fermata ad osservare il cielo grigio con i suoi occhi da gatta e aveva ripreso a camminare estasiata, come se si fosse scordata dove stava andando. Con passi veloci e delicati fluttuava tra la gente che non poteva o non voleva vedere. Quando scorse per la prima volta il fiume rallentò, come se volesse vivere fino in fondo quel momento, e camminò lentamente verso la riva. Iniziò a tremare ed una lacrima le rigò la guancia; fece un respiro profondo ed iniziò a ricordare. Il fiume le apparve sempre più sfocato: nuove lacrime nascevano continuamente dai suoi occhi rendendoli ancora più brillanti. Ogni lacrima sembrava contenesse ognuno di quei momenti magnifici che ora poteva solo ricordare.
Quando si buttò nel fiume non emise alcun gemito, quando l'acqua la inghiottì non ci fu alcun rumore. Pochi secondi dopo lo specchio dell'acqua era ritornato piatto, bucherellato solo dalle gocce di pioggia.

Giulia Galotto