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SUPERFLUSSOORMONALE

 

edeva nell'ultima fila della classe, ultimo banco a sinistra, una mano appoggiata sul manuale di Matematica 1 sul banco, l'altra sul Dylan Dog sulle ginocchia. Ebbe un sussulto quando Simone, suo compagno di banco
Oh, Giulio, sabato esco con una
Come, non sai cos'è l'eiaculazione?
gli posò qualcosa accanto al manuale. Fu come un brusco risveglio. Come se qualcuno avesse ripristinato il sonoro ad una situazione mentale di pensieri e sensazioni mute: voce monocorde del professore, il gesso sulla lavagna quando stava zitto, colpi di tosse, bisbigli, sedie che si spostavano. Giulio alzò lo sguardo, preoccupato che il professore lo stesse guardando. Accanto al suo manuale c'era un foglietto bianco ripiegato più volte. Si intravedevano delle parole su un lato ripiegato: "ci vediamo", scritte in una calligrafia chiaramente femminile. Giulio le calligrafie dei suoi compagni le conosceva bene, le osservava molto, ma la prima cosa che pensò è che il biglietto non era per lui. Dette una rapida occhiata agli altri banchi, fece una piccola indagine. Valeria e Carla stavano ridendo
Tanto che hai da perdere. Lui è a cazzi suoi. Ci provi… una sera.
Oggi, ci provo oggi. Glielo scrivo? Sono di fuori, eh?
Si sussurravano all'orecchio, seconda fila, un po' a destra. Dall'altra parte c'era Marta, in silenzio, china sul libro, che si girò un attimo verso le file posteriori.
Doveva capire se era veramente indirizzato a lui.
"Simo, è per me il biglietto?"
"Eh? Sì, è per te."
Con un cenno della testa e della mano chiese al compagno di banco chi era che lo mandava.
Valeria, rispose Simone. Giulio subì una scarica di adrenalina, e per un attimo una scorza ruvida comparve sui dorsi delle sue mani. Le teneva ben nascoste sotto il banco a stringere il biglietto. Lo aprì.

 

x Giulio
Ti va se stasera ci vediamo?
Valy

 

Ora c'era un problema. La ragazza più bella della sua classe e rappresentante della scuola voleva uscire con lui. Molto probabile che fosse uno scherzo. Si doveva sentire avvilito dallo scherzo o rispondere a tono? E se non fosse stato uno scherzo? Avrebbe rischiato grosso. Bel problema per le dodici e trenta del venerdì mattina. Non aveva il coraggio di alzare lo sguardo verso di lei. La scorza ruvida sulle mani appariva e scompariva con il respiro, ma per fortuna nessuno prestava attenzione a lui. O almeno così pensava. Aveva scambiato sì e no quattro frasi in tutto l'anno con lei. Bella e irraggiungibile. Come era possibile?
Alzò gli occhi di scatto ed incontrò subito quelli di Valeria, celesti e brillanti, che lo spiavano dalla seconda fila. Esigevano una risposta. Così mise il foglietto contro la copertina ruvida del fumetto e scrisse un confuso "sì".
All'uscita della scuola lei gli venne incontro, sfoderando un bellissimo sorriso. Lui si sentiva impacciato ed imbarazzato. Teneva le mani ben affondate nelle tasche della giacca. Lei voleva sapere se davvero sarebbe venuto. Certo, rispose Giulio, tentando di sembrare il più sicuro possibile. Certo che ci sarò.
Giulio, non sai cos'è un'eiaculazione?
No, non lo sapeva. L'appuntamento era per le sei, ma lui era già sul posto dalle cinque e un quarto. Attendeva fremente, appoggiato al muretto della piazzola davanti alla Chiesa di San Bernardino, nell'oscurità. Da lì si vedeva Siena, gran parte delle colline circostanti, file di luci come insetti sulle strade statali. Nel buio, accanto ad un cipresso, guardava la piccola strada che portava alla Chiesa, in attesa che si materializzasse qualcosa. Scorze ruvide apparivano e scomparivano dalle sue mani con il ritmo del suo respiro. Era agitato ed un po' eccitato. Gli venne in mente quella parola buffa, sperma, di cui gli altri parlavano riguardo al
Sesso.
Lui non l'aveva mai datto a nessuno cosa succedeva quando…
Valeria arrivò con un po' di ritardo. Cappotto bianco che avanzava nel buio, proprio verso di lui, cappotto che suggeriva la forma dei suoi fianchi. Lo salutò, lo baciò sulla guancia facendogli arrivare il dolce profumo di plastica che aveva sul collo. Giulio sorrise ed avvertì quella sensazione godevolissima e ruvida della pelle delle gambe che si tramutava e graffiava la parte interna dei pantaloni. Le chiese perché aveva voluto vederlo. Lei camminò un po' in giro per la piazzola. La facciata della Chiesa incombeva dietro, severa. Perché mi piaci, gli disse, improvvisamente. La sua schiena si inarcò elettrizzata. Sentì pressione dietro le scapole. Un brivido di piacere, una sorpresa meravigliosa. Valeria stava tornando vicino a lui, quando Giulio pensò che non doveva toccarlo, non doveva avvicinarsi. Poteva spaventarla, come successe con sua cugina, quando aveva dieci anni e la sua prima fantasia erotica. E soprattutto non doveva baciarlo in bocca. Ma lei lo anticipò, lo prese per i lembi della giacca e lo baciò. Quel bacio si impresse forte sulla sua guancia. Sentì qualcosa salire salire salire dentro di lui. Il flusso del sangue si fece prorompente, palpitazioni scossero la sua cassa toracica. Le protuberanze sulle scapole squarciarono di netto tutti i vestiti. Si trasformarono in pochi secondi in ali di pipistrello che Giulio tenne aderenti al corpo, come trattenesse l'eiaculazione che non conosceva, in un disperato tentativo di nasconderle, ma che crescevano inesorabilmente. Ma la mutazione era già in atto. Valeria si scostò subito, perplessa. Il mento di lui si allungò, e dietro di esso l'intero volto. La scorza ruvida si estese dalle gambe e dalle mani su tutta la parte anteriore del corpo. Una colonia di peli scuri coprì la parte posteriore, dalle caviglie fin sopra la testa, e iniziò a premere contro gli ultimi brandelli di vestiti rimasti. Delizioso incalzare di un'estasi che pervaderà il sistema nervoso. Dita adunche e unghie lunghe librarono nell'aria. Giulio si tramutò nell'oscurità. Qualcosa nello stomaco si sciolse, ed i muscoli inguainati in questa nuova corazza si rilassarono, uno dopo l'altro. Occhi con iridi feline e sottili luccicarono nel buio.
Valeria fuggì via urlando.
"No" disse Giulio "aspetta, mi succede sempre quando… sto… bene."
Ma lei se ne era già andata.

Luca Antonio Lampariello

 

Sono nato il 6 Agosto del 1982, e abito vicino a Siena, in una frazione denominata Carpineto, dal profilo ondulato di piccoli colli e lunghe discese. Scrivo, e mi sto cimentando ora con i primi concorsi, le mie prime uscite all'aperto.