Vile

Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003 - edizione 2

Cercai di raccogliere le ultime forze per continuare a fingere di piangere, non sarebbe dovuto durare ancora molto a lungo l’atto a cui dovetti prender parte. Il sipario presto sarebbe calato e io, attore, mi sarei spogliato del costume. Trattenevo le risate a stento guardando i miei amici piangere… confrontarmi con abbracci senza significato?
Ecco fatto.
Scaraventai il mio sguardo soddisfatto e nascosto dalle lenti scure dei miei occhiali, dritto verso i parenti di lei… delle persone così a modo, persone per bene. L'amavano veramente, loro, certo più di quanto l’abbia amata io; questo sicuramente non potevano saperlo, del resto non rappresentavano altro che un'insignificante parte del mio spettante, mediocre pubblico quotidiano.
Che dire poi delle loro lagnose frasi di condoglianze reciproche; di un patetismo a dir poco rivoltante. Questo sì che mi procurava, non dolore, direi fastidio. Sì, fastidioso, come il gorgogliare di un liquame puzzolente, solo questo ero in grado di percepire del loro petulante singhiozzare... poco male!

Il disgusto che provai rese più spontanee le false lacrime, non certo in grado d'ingannare la mia coscienza, manifestatasi assolutamente innocua; fino ad allora.
Tuttavia, ciò che avrebbe dovuto sconvolgere la mia giovane esistenza, mi apparve frivolo, incapace di suscitare in me il minimo interesse.
La donna che ho finto di amare è spirata tra le mie braccia qualche giorno fa, sibilando che mi aveva da sempre amato più di ogni altro e… solita solfa.
Tentai di trascorrere il tempo perso per quella noiosa cerimonia, impegnando gli attimi rimanenti nel soffocare ciò che sembrava volersi risvegliare in me: la coscienza.
Impiegai la volontà rimanente per mettere a tacere quella flebile voce, imprigionandola nel luogo più buio della mia mente.
Quella piccola scintilla morì, come morì la mia inutile compagna, come si perse il rumore del suo sentimento non corrisposto... altro?

Marco Torazzi

Nato a Mantova il 15/04/80, studente di Storia all’Università degli Studi di Verona.