CONFESSIONI DI UN ASSASSINO
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2003 - edizione 2)
ono seduto
qui, in questa prigione di ricordi, voce narrante di questa sporca coscienza, ad aspettare
col cuore in gola l'ora della mia morte. Mi chiamo Josha Macleane e sino a quel momento vi
parlerò di me, vi racconterò la mia storia.
La testa rimbomba di grida strazianti, di donne a cui ho tolto la possibilità di vivere.
Dopo tanti anni posso ancora sentire il calore del loro corpo, l'odore inebriante della
loro pelle.
Come si possa uccidere un innocente, cosa scatti nell'animo umano rimane un mistero,
nonostante io conosca perfettamente il motivo della mia lucida follia.
Avevo otto anni quando andai incontro all'orrore
un vicino di casa abusò di me.
Da lì imboccai una strada senza ritorno. Avevo diciotto anni quando varcai ogni limite.
M'innamorai di una ragazza dagli occhi cerulei, era bellissima. Le proposi di andare nel
bosco a fare l'amore, ci stava, ma commise l'errore di ridere della mia impotenza
nell'atto sessuale. Volevo sprofondare, volevo che smettesse quella sua risata crudele,
era penetrante, così la strangolai e le mordicchiai il corpo inerme, ero talmente furioso
che coi denti le staccai un capezzolo e lo ingoiai. Dopodiché presi un bastone e glielo
spinsi nella vagina. Ricordo ancora la piacevole sensazione che provai.
Prima che terminasse l'anno, uccisi altre diciassette donne, che dopo aver violentato,
trafitto la vagina e picchiato brutalmente, mutilavo gli occhi e i seni
divenne il
mio biglietto da visita.
Ora mi ritrovo delle siringhe nelle vene con i genitori delle vittime che pieni di odio mi
guardano e famelici attendono che esali l'ultimo respiro.
Sono pentito per quello che ho fatto, vorrei tornare indietro per non commettere quegli
errori, ma è troppo tardi e prima che possa chiedere perdono, muoio, io stesso che sono
stato vittima di questa infame vita.
Valeria Giaccio |