CHE LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO!

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003 - edizione 2)

 

doro spiare il pubblico da dietro le quinte, scostando leggermente il telone.
Ogni volta mi si presenta lo spettacolo degli spalti che velocemente si riempiono.
Osservo bambini che cercano di affrettare il passo dei genitori per prendere i posti in prima fila. Genitori che con il sorriso si lasciano pigramente trascinare. Il brusio di voci che si sovrappongono, amplificate dall’acustica del tendone.
Quando tutti sono entrati ed i cancelli sono stati chiusi e bloccati, comincio a sentire l’attesa del pubblico. Allora mi diverto ad agitare il telone per sentire quel martellante vociare arrestarsi per un attimo. Il silenzio dell’attesa, quando tutti gli occhi si dirigono al centro della pista e si sente chiedere “papà, quand’è che entrano i mostri?”.
E sì, perchè il nostro non è il solito circo, non promettiamo divertimento, ma paura.
E il pubblico non deve attendere molto, perchè la sua curiosità venga soddisfatta. Non perdiamo tempo. Ci piace entrare in scena tutti insieme e dare subito il via alle danze.
I primi sono i fortunati che siedono di fronte alla pista.
Scavalcato il muretto che delimita la pista, siamo subito su di loro.
Un deciso movimento del braccio e le loro giugulari cominciano a zampillare sangue.
Oh, come amo quello sguardo di incredulità che si disegna sui loro volti, mentre realizzano che la loro vita sta rapidamente scorrendo via tra rantoli soffocati!
E mi stupisce sempre che il resto del pubblico realizzi con estrema lentezza quello che gli succederà.
Da prima pensano che faccia parte dello spettacolo, ma quando i corpi ormai esangui vengono ridotti a brandelli e lanciati tra le file di sgabelli, beh, allora comincia il divertimento.
Ma s’è fatto tardi. È ora, che lo spettacolo abbia inizio!

Stefano Fanuzzi

 

Ho iniziato a scrivere solo un'anno fa, quando durante una vacanza in un'isola del mediterraneo (detto così potrebbe essere tanto l'Isola d'Elba quanto un'isoletta dell'Egeo disabitata!) ho preso ad appuntare cio che vedevo e vivevo. Volevo imitare Bruce Chatwin, ma per quanto l'obbiettivo fosse alto, il risultato furono pagine e pagine di banalità! Da lì la decisione di frequentare il corso di scrittura creativa organizzato dal comune di Garbagnate. Le lezioni erano tenute da due stupende e preparatissime insegnanti, Letizia Buoso e Alessandra Carati. Speriamo di aver assimilato qualcosa dei loro precetti e che il mio racconto piaccia. Per la classifica finale punto ad evitare la zona retrocessione.