POCHI GIORNI PRIMA DI NATALE
(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo",
2003 - edizione 2)
olstizio
dinverno, Roma.
Tra poco sarai qui. Mi sono preparata con cura al nostro incontro e voglio assaporare ogni
istante di questa ansia eccitante. Non tarderai.
La porta è socchiusa, il buio ovunque e io sono nuda al centro della stella.
Ecco, sei qui. Chiudo gli occhi. Smarrimento. Ti sento, finalmente.
Prendimi.
Come sei bello.
Sei così da quando ti ho scoperto la prima volta. Sei anni fa.
Bello. Da mozzare il fiato. Bello. Da morire.
Istituto di medicina legale, Roma.
Squilla un cellulare.
Il commissario Lattanzi lo spegne, poi riprende a sfogliare il fascicolo.
«Si chiamava Liv Edenolalla. Brasiliana».
Fa una pausa.
«I genitori muoiono in un incidente stradale sei anni fa».
Nuova pausa.
«Pochi giorni prima di Natale».
Unaltra pausa.
«Non ancora prosciolta dallaccusa di aver sabotato l'automobile».
Prende dalla tasca una caramella e se la mette in bocca.
«Questo odore è insopportabile».
«Sembra zolfo» dice il medico legale Rocchi. «Ma con il decesso laccusa cade?».
«Sì. Ora però abbiamo un altro morto e nessun colpevole».
«Quindi pensa sia omicidio?».
«E cosaltro? Con quelle ferite sulla schiena».
«Io ho visto solo cicatrici. Vecchie» precisa Rocchi.
«Cosa?» incalza Lattanzi.
«Di almeno sei anni».
«Cristo!».
«Erano solo scarnificate. Forse, per un rituale».
«Niente ipotesi. Restiamo ai fatti».
«Daccordo. Ecco un fatto, strano.
Lorologio del cadavere si è fermato il 21 dicembre, lora del decesso».
«21 dicembre?» esclama Lattanzi, controllando il fascicolo. «Lincidente dei
genitori: il solstizio.
Non lavevo notato: lo stesso giorno. Probabile vendetta. Devo cercare qualche
parente».
Così si gira e corre via.
Rocchi resta solo, vicino al corpo di Liv. Sfiora la sua schiena
livida.
Ferite lunghe e cicatrizzate, pensa. Come se avesse avuto...
Liv spalanca gli occhi, sussurrando: «...esatto. Le ali».
Il cuore di Rocchi non regge.
Sono le 6 e 6. E 6 secondi.
Fabiano De Micheli |