SE PENSATE CHE...

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003 - edizione 2)

 

lle 8:25 ci fu la prima avvisaglia. Il giornalista del GR1, leggendo le notizie, aveva preso a imprecare fino a trasformare il suo discorso in una scarica ininterrotta di bestemmie. Nel sentirlo, Giorgio si sorprese poi passò a Radio 3. In 2 minuti l'onda nera mutò il programma di classica in frastuono. Da AM a FM, ora nell'etere regnava una corruzione totale di musica, suoni, parole.
Parcheggiata l'auto, Giorgio scese per strada con un senso d'ansia addosso. I vari televisori nella vetrina di Tronic trasmettevano immagini orrende. I manifesti del cinema erano anch'essi cambiati, i segnali stradali pure. Alzando la testa, si accorse del cielo dal colore sudicio. Sotto le facciate dei palazzi in pieno disfacimento, tra le auto scorrevano macchine gigantesche. La maggior parte di loro erano dotate di falci e rostri incrostati di poltiglia rossa.
Giorgio si nascose, o meglio tentò di farlo, schivando la gente che passava e i loro sguardi feroci. Ricordava un vicoletto vuoto tra i fianchi di due edifici ora diroccati. Vi saltò dentro col cuore martellante.
Nessuna cosa era uguale a se stessa. Né la città, né le persone, persino gli odori.
Dall'ombra di un androne vide sbucare un viso conosciuto. Mara. Nello sguardo di lei, il suo stesso sgomento.
Allora ricordò tutto. L'acquisto furtivo, l'esperimento con la droga. Il trip.
Maledetto fungo! Un'alterazione totale dei sensi, un delirium tremens, li stava facendo impazzire. Altro che fuga.
Le afferrò le spalle.
<< Mara, ci hanno fregati! Ma questo sporco incubo non può durare. L'effetto finirà, resisti... >>
Lei stancamente rispose: << ...Finire? Ti sbagli... >>
Si osservava con insistenza le sottili dita inanellate.
<< Sta già finendo, Giorgio... Bentornato nel Mondo Reale. >>
Aspettò che le mani si trasformassero in artigli, poi vi nascose dentro la propria faccia ripugnante.

Fabio Lastrucci