DIECIMILA CONTRO UNO

(Racconto per il concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003 - edizione 2)

 

essuno ha mai detto che sarebbe stato facile.
Facile neanche un poco. E' per via che sono maledettamente veloci.
Ogni mese mi sembrano più veloci, nonostante li veda sempre più grassi.
O saranno i radio che mi illuminano come una lampadina, la notte.
Non avrei dovuto credere alla tele quando diceva che il cibo non era stato contaminato. Il tonno, comunque, non era male.
Però, hai visto che cuccagna? Topi grossi quanto porcelli.
Se non fosse stato per loro la specie umana si sarebbe estinta senz'altro, dopo la catastrofe di Pasqua. Ci saremmo ridotti al cannibalismo.
Che, è una vita che stai zitto. Un topo ti ha mangiato la lingua?
Non temere, diventerai un bravissimo cacciatore di topi. Solo questione di tempo.
Non mi sarai ancora arrabbiato perché ti ho castrato?
Guarda che sotto il punto di vista del lavoro non puoi proprio lamentarti.
Un'operazione con i controfiocchi. Ho anche lavato le mani prima.
Facevo il veterinario ai bei tempi. Cioè, ci sarei diventato sicuramente.
Ero appena al settimo anno fuoricorso.
Ma in fondo non ho avuto ragione poi io?
Sai che era necessario; se non avessi preso le mie precauzioni, ci saresti andato a letto con Sara. O magari, più prosaicamente, dietro un cespuglio.
Non che sarebbe stata tutta colpa tua, lo so bene quanto è civetta.
Avrebbe rovinato la nostra amicizia. Credimi, è stato molto meglio così, per tutti.
Giuro, sto buio è troppo nero. Dov'è che sei? Stupido, non metterti a fare scherzi, sai?
Ma che bella pelliccia indossi. Dove l'hai trovata? Certa gente ha tutte le fortune, con l'inverno che sta arrivando poi, e le piogge acide e tutto il resto.
Dai, fammela provare. Mica te la rubo.
Non vuol venire via sta pelliccia, sembra quasi sia attaccata... Oh, mio Dio! OHMIODIO, FERMA, ASPETTA, NO, PARLIAMONE...

Roberto Colantonio