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AL SOLE BRUCIO

 

er quanto fosse potente, la luce del sole non riusciva a penetrare le tapparelle serrate della camera da letto. Mentre fuori c'era un mondo intero indaffarato a refrigerare il proprio corpo con i bagni estivi, nel buio della stanza il corpo di Alex giaceva sul letto ancora disfatto.
"Alex, ti decidi ad uscire? Sono le due, non puoi restartene chiuso lì dentro tutto il giorno".
La voce della padrona di casa passò inosservata come un'oggetto invisibile.
Il viso affondato nel cuscino, i lunghi capelli biondi disposti come un ventaglio sulla schiena e le braccia incastrate sotto il peso del torace erano tutti elementi che facevano pensare ad uno stato di pesante sonnolenza, magari dovuta a qualche eccesso alcoolico risalente alla sera prima ma i suoi occhi, così celesti ma così vuoti erano aperti, fissi su di un punto indecifrato della stanza, persi nella contemplazione di chissà quale arcano pensiero.

 

"Invisible kid
never see what he did
got stuck where he did
fallen through the grid"
(METALLICA- Invisible Kid)

 

"Ascolta Alex, io non sono più una bambina, non posso più giocare, quel periodo l'ho passato da un pezzo, quindi mi dispiace dirtelo ma io non ci sto più così, mi tiro indietro, ti lascio... ho anche io il mio orgoglio".

 

Impossibile non ripensare a quelle parole uscite dalla sua bocca come un fiume in piena, accidenti, fino a pochi giorni prima tutto filava liscio, poi di colpo il collasso, niente le andavava più bene, neppure lei sapeva cosa voleva... o forse sì ma non trovava il coraggio di parlare chiaro, troppo difficile.
Alex aveva il cuore trafitto dai chiodi, sanguinava come una ferita sempre aperta, sulla sua schiena ancora il dolore del tatuaggio dedicato ai suoi genitori, l'unica certezza che avesse mai avuto nella vita.
Nella sua mente troppi ricordi, troppi flash, lei che sorrideva, che lo guardava, che gli chiedeva un figlio ed una vita insieme.
Improvvisamente scende il buio, sul palco cala il sipario ed Alex esce di scena, ora tocca ad un'altro, magari con più soldi, che possa darle quello che ora non poteva offrirle.

 

"Principessa perchè mi hai fatto questo, io ti amavo e tu dicevi di amare me, adesso mi volti le spalle quando mi vedi, fai finta di non conoscermi".

 

Questo è un pensiero fisso nel suo cervello, come un chiodo che squarcia le venature del legno.
Nelle sue vene scorre ancora il calore della passione spenta dal gelo della menzogna, della falsità... chissà quanto spazio ci sarà nel suo cuore ora che Alex dagli occhi azzurri, "il suo piccolo pezzo di cielo", non c'è più.
Gli uomini di questa terra sgomiteranno come cani affamati per avere il posto del privilegiato nel suo cuore incapace di provare amore "vero".
Alex soffre, Alex piange, resta solo, non parla con nessuno, resta nel letto ad occhi chiusi e la sogna ancora al suo fianco, sogna ancora le sue mani che gli accarezzano i capelli... sogna ancora la vita insieme a lei e ai loro bambini.
Pensa a quante volte le avrebbe voluto accarezzare la pancia e baciarle l'ombelico, con la speranza che il loro piccolo bambino sentisse l'affetto di quel bacio paterno.
Tutto è sparito, di un giardino di rose non resta che un piccolo fazzoletto di terra arida dove nessuna farfalla oserà mai più far planare i colori delle sue ali.

 

"Principessa, mi hai fatto scordare ciò che ero, mi hai trascinato fuori dalla tenebra e mi hai donato la luce... per un attimo ho sentito l'umanità correre nel mio corpo".

 

E' dura proseguire, la strada è una sola grande curva che porta sempre nello stesso punto... l'inferno.
Meglio tornare da dove si è venuti e togliere il disturbo... qualcuno potrebbe fare ancora del male a questa piccola anima... desiderosa di amare ed essere amata.

 

"Principessa, non ti ho mai chiesto nulla, solo l'opportunità di amarti... perchè non l'ho meritata? Cosa ti è mancato? Il denaro? L'affetto? La certezza? Dove ho sbagliato con te? Perchè non hai mai parlato con me di tutto questo? Sei sparita senza neppure dirmi il motivo. Ora tutti ti vedono sedere accanto ad altri... per me non hai più tempo, sono il passato che non serve più. Ti ho amata con tutto il cuore e il tuo silenzio mi trafigge.
Se ho sbagliato perdonami... anche se vorrei capire dove... ho sbagliato.
Mi hai mentito, ti sei presa gioco di me, mi hai usato come un giocattolo che dopo un pò non ti piace più e lo sostituisci con un altro che profuma di nuovo.
Spero soltanto che tu non faccia soffrire ancora altri cuori e che non metta mai al mondo quel figlio che sognavamo di avere... non avresti nulla da insegnarli, se non la menzogna, l'egoismo e la cattiveria che fa sanguinare le anime.
Il mondo non ha bisogno di mostri... ne ha abbastanza."

 

Alex andò verso la finestra stringendo nella mano destra un piccolo sassolino raccolto all'interno di una grotta durante una splendida giornata d'amore con la sua principessa, restò fermo per qualche istante a fissare la tapparella ben serrata e di colpo la sollevò, facendo entrare tutta la luce estiva che il sole usa per riscaldare le lacrime fredde di chi è stanco di soffrire.
Il suo corpo prese a sciogliersi velocemente sino a quando non ne restò che un misero cumulo di polvere che venne spazzato via dal vento della sera, lasciando solamente il sassolino, ultima testimonianza di un amore troppo bello quanto crudele.

 

"I WANT KNOW THE ANSWERS NO MORE LIES"
( Linkin Park )

Pierluigi Marrollo