Tornando a casa

Vincitrice del concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2003

La mamma mi aveva ordinato di non avventurarmi nel bosco da sola, però io le ho disubbidito. Il resto della storia si conosce: la nonna ed io ci siamo salvate grazie all'uomo con il fucile. Adesso la nonna sta mangiando le sue focacce, mentre io sto tornando a casa.
Il cacciatore mi ha voluto per forza accompagnare. Gli ho detto di aspettarmi fuori, così ho avuto il tempo di salutare con calma la nonna e riprendere il cestino. Poi l'ho raggiunto e insieme siamo entrati nel bosco.
A metà strada il cacciatore si è fermato e mi ha detto che avevo degli occhi meravigliosi, capelli neri più dell'ebano ed un vestitino delizioso, peccato solo che si fosse sporcato di sangue. Se me lo fossi tolto - mi ha spiegato - sarebbe riuscito a smacchiarlo, ma io non ero d'accordo. Ha insistito un po', finché non ha perso la pazienza e mi si è gettato addosso, strappandomi la mantellina rossa.

E' stato allora che ho preso il coltello dal cestino e l'ho colpito.
Non a morte, però, perché volevo estrarre il suo cuore ancora pulsante. Proprio grazie al suo intervento mi ero già procurata la pelle del lupo, mentre prima di arrivare a casa dalla nonna avevo raccolto la radice di mandragora e l'ortica.
In cielo tra poco splenderà la luna piena e il mio corpo nudo risplenderà della sua luce argentata. Prima però dovrò cospargermi con l'impasto ottenuto mischiando la mandragora e l'ortica al sangue puro di un neonato.
A mezzanotte indosserò la pelle del lupo, mangerò il cuore del cacciatore e subirò per la prima volta la Trasformazione. Solo in seguito avverrà in modo naturale, così finalmente ad ogni Plenilunio potrò affiancare nella caccia i miei Fratelli e Sorelle.

Biancamaria Massaro