L'INFERNO NELL'OMBRA
Io ho sempre condotto un'esistenza tranquilla: sono andato a scuola, ho
frequentato persone che si possono faticosamente definire "amici", ho avuto le
mie esperienze da comune mortale e come tale ho ricevuto anche un bel numero di fregature.
Ho sempre saputo che il mio posto non era su questo mondo, ma sopra di esso. Ho voluto che
le forze turbinanti che si aggirano per l'universo penetrassero nel mio corpo e mi
pervadessero l'anima con la loro energia.
Solo una donna e' riuscita a distrarmi dal mio oscuro destino e a farmi provare quella cosa chiamata felicità. Ma la felicità e' un bene effimero ed ho imparato a mie spese questa amara lezione. Quei mostri disumani che vivono alle mie spalle si sono nutriti del rancore che provo nei confronti della donna che continuo ad amare e sono diventati più forti. Ora non riesco a controllarli come prima. Non riesco ad impedire che escano dal loro rifugio tenebroso e diffondano il male di cui sono composti fra coloro che mi stanno accanto. Essi seguono le mie più nascoste volontà. Desideri che forse ho paura di assecondare consciamente.
Sono circondato.
Tesi le braccia verso di lei e sorrisi ansioso di abbracciarla, ma la
mia gioia si tramutò presto in terrore. Sentii un brivido scendermi per la schiena e
subito dopo vidi schiere sterminate di viscide mostruosità superarmi da entrambi i lati
ed avventarsi su di lei. Assistetti immobile ed impotente allo scempio che fu fatto del
suo fragile corpo per opera di quella miriade d'artigli affilati e zanne appuntite. Le mie
mani erano ancora rivolte verso di lei come se sperassero di poterla sfiorare nuovamente.
I miei occhi erano vuoti mentre assistevo a quella scena raccapricciante. Ovunque in
quella stradina di campagna intorno a me erano sparsi pezzi di carne strappata immersi in
un lago di sangue, e continuavo ad assistere al sadico banchetto dei miei fratelli che
procedevano imperterriti a colpire il suo corpo dilaniato e a strappare con gli artigli
quella carne tenera e un tempo bianca come la neve, ma ora privata di quel candore che la
rendeva così delicata e desiderabile. Schizzi di sangue e brandelli di carne
fuoriuscivano ad intermittenza da quella scena grottesca ed io potevo sentire le urla di
gioia di quelle creature che avevano fatto scempio della mia amata. Esse gridavano al
cielo parole incomprensibili, ululavano ed emettevano suoni terrificanti mentre il sangue
colava dalle loro fauci fameliche. Lentamente la frenesia che aveva guidato i loro denti
fino ad allora, si affievolì fino a scomparire, lasciando che riuscissi a controllarli
abbastanza da farli allontanare dal luogo della tragedia. Essi si fecero da parte e mi
lasciarono passare. Io avanzavo così lentamente che i pochi metri che percorsi mi
sembrarono chilometri mentre mi rendevo conto sempre più di cosa le fosse successo.
Quando giunsi di fronte a ciò che restava di lei, la mia mente si svuotò completamente.
Non riuscivo a pensare a nulla. Non potevo distogliere lo sguardo dal suo scheletro
schiacciato e scarnificato. Solo il volto non era stato divorato ed io potevo ancora
commuovermi guardando i suoi dolci lineamenti che tanto spesso avevo sognato. I suoi occhi
erano spalancati per il terrore e la sua bocca aperta per un grido che non avevo udito.
Tutto ciò che avevo sempre desiderato era lì davanti a me ridotto in poltiglia. Le presi
la testa fra le mani e le chiusi dolcemente le palpebre e la bocca. Non avrebbe dovuto
vedere cosa avrei fatto. Le lacrime solcavano il mio viso sorridente quando avvicinai le
mie labbra alle sue. Non l'avevo mai baciata con tanta dolcezza né lo avrei mai più
fatto. Quella era l'ultima volta che il mio cuore si sarebbe scaldato al suo contatto.
Quella era l'ultima volta che il mio cuore si sarebbe scaldato
..
Vedevo solo volti divertiti di creature che non avevano idea di cosa
fosse una risata sincera. Loro guardavano colui che li aveva riportati nel mondo dei vivi,
colui che li aveva accolti in sé per diventare immortale, colui che aveva sacrificato la
sua umanità per un sogno che si era tramutato in un incubo. Loro guardavano il nuovo
fratello che nasceva dal corpo dell'essere umano che era stato tanto stupido da
richiamarli. Guardai nuovamente il volto che tenevo fra le braccia e ripensai alla
bellezza della vita che avevo abbandonato, ma non ero triste, anzi ero contento.
Finalmente ero rinato come un essere fatto di pura tenebra. Era quello che avevo sempre
desiderato. Non importa quanto sia alto il prezzo che ho dovuto pagare, ora sono ciò che
ho sempre voluto essere e ho temuto di non poter diventare. Ora sono in grado di
distruggere questo mondo. Ora sono in grado di piegare al mio volere gli stessi dei del
cielo. Ora sono diventato l'oscurità da cui traevo il mio potere. I demoni che ho evocato
tornano lentamente nella mia ombra e si fondono con essa come hanno sempre fatto. C'e'
però un demone che non torna a nascondersi. E' un demone giovane, e' appena nato. E'
tanto giovane quanto potente e bramoso di sangue. Quell'essere disumano e mostruoso, sono
io. |
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