NEBBIA ROSSA
Mi sentivo più stanco del solito, forse a causa di quel grigiore
plumbeo che denotava la fine dell'estate, forse a causa del troppo lavoro messo da parte.
Fatto sta che il mondo sembrava mi girasse a fianco come un film di cui ero solo una
comparsa distratta.
In preda ai deliri televisivi ed alla mia voglia di mandare all'aria quel maledetto software che stavo preparando, decisi inaspettatamente di spegnere il PC non ancora caldo e di spogliarmi per infilarmi nel letto. Cercavo già il pigiama. Beh! pigiama, diciamo quel pantaloncino e quella maglietta bianca che ne facevano le veci!
Mi vestii in fretta, abbastanza in fretta e mi diressi verso il bagno per lavarmi i denti. Fu lì che mi successe una strana, una cosa che mi sconvolse la serata.
Tra lo scrosciare dell'acqua, intento ad afferrare il mio spazzolino mi
accorgo che qualcosa luccica all'interno della fessura del lavandino che serve a far
defluire l'acqua.
Nebbia.
Non vedevo più nulla. Era come se avessero inondato la mia stanza di fumo: inodore, fitto, spaventoso.
La luce era poca <eppure il lampadario era acceso! >, un non so di inquietante mi invase il corpo: che stava succedendo?
Le ginocchia si muovevano e barcollavano in cerca di equilibrio e la
vista tentava faticosamente di abituarsi alla penombra acuendosi per trovare un varco.
Poi tutto d'un tratto la foschia si rese più densa e diventò rossa, delineando la figura di qualcuno che non so, che non riesco a descrivere a causa della poca luce che mi indusse alla fuga.
D'istinto corsi in bagno con la paura che deformava il mio cammino; lo
vidi cambiato.
Scritte con il sangue macchiavano le pareti di quello che prima era stato un luogo innocuo e sicuro.
Una mano calda mi sfiorò la spalla e mi costrinse in uno scatto amorfo da distruggermi la schiena.
Quello che vidi mi riempì di orrore e solo quando la creatura parlò ricordai:
< Bentornato> |
|||||||||||||