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LE LENZUOLA MACCHIATE

 

ravissime sono le sciagure che si abbattono sulle famiglie che hanno peccato al loro interno: è quello che accadde più di cent'anni fa ai nobili duchi di Lanfranco, residenti nella campagna toscana. Amerigo Lanfranco era un uomo colto, devoto, amava sua moglie Simona, duchessa di Lanfranco, come nessun'altra al mondo intero. Avevano una figlia bellissima, Maria Estella, dai lunghi capelli corvini che le scendevano sulle nude spalle color latte: era stata promessa in sposa a Ulderico de Magistris, un giovine sveglio e raffinato, amante del galoppo e della botanica elementare. Un buon partito così non si poteva lasciar scappare! Maria Estella e Ulderico facevano lunghe passeggiate nel giardino di suo padre, ogni tanto lui le raccontava qualche fatterello piccante e lei rideva, bellissima, un sorriso al quale nessuno avrebbe resistito: lì le confessò che l'amava follemente e che le avrebbe donato tutte le ricchezze di questa terra. Alla notizia, la famiglia Lanfranco esplose di gioia: in capo a una settimana si fecero tutti i preparativi per le nozze, la primavera si avvicinava e il tempo avrebbe consentito a una lunga tavolata nell'immenso giardino di casa de Magistris, con musicanti, danzatori e giocolieri. Maria Estella indossava tutti gli abiti da sposa che le erano stati confezionati da un lontano parente sarto, Ulderico scherzava con gli amici che gli passavano sotto gli occhi baveri di pizzo e cravattini di seta. Mancava un giorno alle nozze, e appena Amerigo e Simona si coricarono, dalla stanza di Estella venne un boato simile a un ruggito. Che spavento si presero! Corsero nella stanza della figlia e la videro in preda al panico, rannicchiata sotto al letto, i capelli scombinati e il viso sporco di sangue. Sangue! Il letto della loro figliola grondava sangue! Le lenzuola erano macchiate di un rosso vivo, la vista di quel colore sconvolse la duchessa che svenne in maniera violenta. Amerigo si inginocchiò e pregò tutta la notte assistito dai servi: il diavolo, pensava tra sè, il diavolo voleva mia figlia! Ah maledetto, io non lo permetterò, mai!

 

Passò un anno e mezzo dal matrimonio dei due giovani nobili, ed Estella aspettava un bambino. Che gioia, che immensa gioia! Decise di tornare a casa dai suoi genitori per partorire lì, e così fu. Ma l'orrore superò di gran lunga quello provato la notte del letto insanguinato.

 

...

 

Il bambino era del tutto simile al nonno!
Amerigo spalancò gli occhi e venne preso da un attacco violento: no, nooo, quello non è mio nipote! Quello è un mostro, gridava dentro di sè, quello è un mostro, quello è un mostro, quello E' UN MOSTROOOOO!

Domenico Rizzo