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FANTASMA DI UNA DONNA

 

ra il 7 Dicembre del 1998, ero stato al bar a Porto Garibaldi, mi aveva invitato un amico per fare un piccolo torneo a calcino, era una serata molto fredda, e non stavo neppure tanto bene, ma non ci volevo pensare, dovevamo vincere il torneo.
Verso mezzanotte il torneo finì, e naturalmente perdemmo oltre che le dieci partite, anche 50.000 lire a testa, ero molto stanco ed assonnato perciò salutai gli amici e andai via. Strada facendo mi venne in mente che avrei dovuto fare benzina, anche perchè ero praticamente in secca, pensai vabbè dai non saranno sicuramente 5 km a farmi rimanere a piedi, detto e fatto, rimasi a piedi in una zona chiamata Baraccone a San Giovanni di Ostellato, io abitavo a Ostellato, 5 km da farmi a piedi, con quel gelo, mi incamminai verso casa, c'era molto freddo ma almeno il tempo era sereno.
Arrivato a metà strada, mi accorsi di una casa abbandonata, che passando in auto non avevo mai notato, era tutta scassata e il giardino era colmo di erbaccie, aveva un enorme recinto tutto in rete, passai il confine della recinzione, sempre restando sulla strada ovviamente. Ad un tratto si alzò un vento gelido, quasi mi stavo congelando, camminando mi sentivo osservato, continuai a camminare, infilandomi le mani in tasca, afferai le chiavi di casa e stringendole forte nella mano destra, mi girai di scatto, e non vedendo nessuno dietro di me, fui attirato da una strana luce che usciva da una finestra della casa. Mi avvicinai al cancello e chiesi se in quella casa ci fosse qualcuno, ad un tratto si affacciò una signora bionda, indossava una vestaglia bianca, mi fissava, non parlava con la bocca, ma a gesti, mi indicò di guardare sotto alla finestra,  guardai sotto e vidi una pallina fluorescente verde. Sentii pure il pianto di una bambina, non sapevo più cosa fare, mi avvicinai al cancello, lei mi fissava ridendo, entrai dentro, feci tre passi, quando all'improvviso si gettò dalla finestra verso di me, io restai paralizzato, non riuscivo a fare nulla. Lei si avvicinava sempre di più, chiusi i miei occhi, e mi sentii come avvolgere da un brivido infernale poi tutto finì. Il vento si calmò e lei era sparita assieme al pianto e alla pallina. Andai via verso casa.
Non mi sono più permesso di rimanere in secca, pero ancora oggi, ho paura di fermarmi di fronte a quella casa, e tutto finirebbe lì, se non fosse per quel pianto che ogni tanto riesce a non farmi dormire, però questa è un altra storia.

Stefano Persanti