Strane ferite

Dopo “Alla fine della notte” e “Dark Circus”, Stefano Fantelli torna alla narrativa con l’apocalittico “Strane Ferite”. Il giorno dell’Apocalisse è vicino e sulla Città aleggia l’avvento di un nuovo moderno Wasteland, quello stesso stato di desolazione e sterilità che fu un tempo conseguente alla scomparsa del Santo Graal. E gli abitanti della Città stanno raggiungendo un nuovo livello di follia. In un universo cupo di apparente banale quotidianità, l’eros e il terrore si incontrano, l’estasi e l’angoscia trovano insospettabili punti di contatto attraverso le deviazioni di persone qualunque.
Il Male combatte con orrende creature simili a grassi vermi neri di venti centimetri che penetrano nel corpo umano attraverso qualunque orifizio e ne prendono il possesso.
Il Bene combatte con una ragazzina psicotica con tendenze omicide, un portiere d’albergo, un’aspirante cantautrice, uno scaricatore di acqua minerale, lo spettro di una ragazza e quello di una bambina, un criceto di nome Lord Byron e soprattutto con Daria, che oltre a cercare di salvare la Città, deve anche affrontare l’orrore del ricordo dello stupro subito da un alieno quando era adolescente.
La giovane e provocatoria attrice Maya Murna, detta “la diva delle tenebre”, non ha ancora deciso da che parte stare.
Tutto questo mentre la neve continua a cadere come una maledizione e sembra non volersi fermare mai.

Esce, in questi giorni, il nuovo romanzo di Stefano Fantelli (Alla fine della notte, Dark Circus e El Brujo Grand Hotel) per Cut-Up Edizioni, una storia corale e surreale caratterizzato da una struttura a sequenze di fotostop visivi. Una favola moderna, un romanzo minimal costruito con tessere di vari materiali: il microcosmo della vita quotidiana, gente che scompare in circostanze misteriose, storie d’amore devastanti, il sospetto di un orrore imminente, qualcosa che scivola nel buio. E immersa nella foresta una clinica dove si curano solo malattie il cui nome inizia con la lettera A. E le esistenze dei giovani protagonisti, inconsapevoli burattini danzanti alla ricerca ognuno del proprio personalissimo Santo Graal, si intrecciano l’una con l’altra, a volte si sfiorano soltanto, vittime degli arabeschi di un destino beffardo. La prefazione è firmata da Danilo Arona (Stefano Fantelli: 12 febbraio 2013)



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