Un chiodo fisso

Il signor Dante Autullo è un giovane trentaduenne che abita nell’Illinois, nella periferia della fredda Chicago. Uno degli uomini più fortunati del pianeta probabilmente, sentite cosa è accaduto: il 17 gennaio mister Autullo se ne stava tranquillo a lavorare nella sua officina, trafficando come sempre con gli attrezzi del mestiere. A un certo punto, sente un rumore provenire dalla sparachiodi urtata per sbaglio, un sibilo proprio vicino al suo orecchio sinistro. L’uomo guarda perplesso la pistola pensando a una fuoriuscita d’aria, rimanendo ignaro del fatto che in realtà un colpo è davvero partito e un chiodo, della lunghezza di ben 8 centimetri, è conficcato dentro al suo cranio.
Il meccanico continua a lavorare tutta la giornata, senza avvertire dolore né il ben che minimo sospetto di cosa sia accaduto. È solo il giorno successivo che il maldestro Dante avverte un senso di nausea, forte a tal punto che decide di recarsi al pronto soccorso di zona.

Quello che si rivela, a seguito di una radiografia, al team di medici è appunto il grosso chiodo penetrato a fondo nel cranio dell’uomo, i dottori restano sconvolti e increduli di come Autullo sia rimasto illeso, conservando le capacità motorie e cognitive.
I chirurghi del Christ Medical Center, dopo un lungo e delicato intervento, sono stati in grado di rimuovere il corpo estraneo, sostituendo le parti danneggiate dell’osso cranico con un reticolato biocompatibile e piastra al titanio (Eleonora Della Gatta: 22 febbraio 2012)



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