Le impronte del Diavolo

Inghilterra, Devon, febbraio 1855. Gli abitanti della fredda cittadina britannica trovarono tracce, al loro risveglio, di un inquietante fenomeno. Impronte, molto simili a zoccoli caprini, apparirono sparse sulla neve posatasi durante le ore notturne.
Misuravano circa 6 centimetri in ampiezza ed erano distanziate 18-20 centimetri le une dalle altre, percorrevano un tracciato di ben 150 km, seguendo una costante linea retta.
Opera di qualche animale? Sarebbe potuto essere così, l’unico problema risiedeva nel fatto che tali impronte passavano sopra i tetti delle case, attraverso muri di cinta, addirittura alcune s’interrompevano alla fine di un tubo di grondaia e proseguivano, inspiegabilmente, all’estremità opposta.
Seguite con attenzione per tutto il loro percorso, pare terminassero nei pressi di una sponda del fiume Exe per poi continuare indisturbate dall’altra parte. In quel punto il fiume era largo la bellezza di 3 km.

Tale strano fenomeno non solo si è ripetuto in altre zone d’Inghilterra: Topsham, Lympstone, Exmouth, Dawlish, Castle e molte altre ancora, ma anche in diverse parti del mondo come la Polonia, nei pressi della Galiza e perfino in Cina.
Ma avviciniamoci di più ai giorni nostri, proprio nel recente 2009 il fenomeno delle impronte si è ripetuto con le stesse modalità del 1855, ancora una volta nel Devon.
Sono state avanzate molte ipotesi, tutte smentite, a oggi non si è riusciti ancora a trovare una spiegazione scientifica. Tuttavia, coloro i quali hanno assistito al fenomeno sono fermamente convinti si tratti dell’opera del Diavolo in persona (Eleonora Della Gatta: 20 dicembre 2011)



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