D.B. Cooper, il vero Houdini

E' il novembre del 1971, Cooper è a bordo di un Boeing 727 diretto a Seattle. Ci sono pochi passeggeri, tutto sembra tranquillo. Ma alle 14.18 l’uomo si dirige verso Florence Staffner, la hostess, con in mano un foglietto: “Ho una bomba, sono pronto a usarla se necessario. Siete dirottati”. Poi le mostra il contenuto esplosivo della valigetta. Chiede 200.000 dollari e quattro paracadute. Alle 15.45 l’aereo atterra, lo scambio viene effettuato secondo le direttive di Cooper, a bordo restano tre membri dell’equipaggio e il dirottatore con i soldi e la bomba. Il jet decolla nuovamente, l’uomo ordina di far rotta sul Messico volando a bassa quota.
Alle 20.15 Cooper apre il portellone dell’aereo e si lancia nel vuoto mentre il Boeing sorvola lo stato di Washington, lungo il fiume Columbia. Nonostante le affannose ricerche, nessuno riesce a trovare il punto esatto del suo atterraggio. Neppure il pilota di un caccia mandato all’inseguimento è in grado vedere nulla di rilevante.

Poi, nel 1980, un bambino, durante una scampagnata, rinviene ben 4000 dollari proprio sulle sponde del fiume, dove si presume che il dirottatore sarebbe potuto atterrare. Nel 2007 il caso è stato riaperto dall’ FBI: Cooper potrebbe essere ancora vivo - Fonte: Corriere della sera (Eleonora Della Gatta: 25 agosto 2011)



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