Camicie rosse, storie nere

Alexandre Dumas, padre dei Tre Moschettieri e grande amico di Giuseppe Garibaldi, seguì la spedizione dei Mille come giornalista. Eppure ci furono storie che non volle mai raccontare: storie gialle e nere, naturalmente. Nessuno ha mai conosciuto i motivi del suo silenzio; forse erano racconti troppo efferati; o forse avrebbero messo in cattiva luce l’impresa dei Mille; o magari coinvolgevano nomi intoccabili... Fatto sta che lo scrittore francese scelse di “dimenticarsi” di molti episodi dell’epopea garibaldina, base fondativa dell’unificazione del nostro Paese. A recuperare dall’oblio il “lato oscuro” dei Mille provvedono ora, in un’ardita e irriverente fusione di verosimiglianza storica e fiction letteraria, tredici tra i migliori giallisti italiani, forti dell’appoggio di un siciliano d’eccezione: Andrea Camilleri.

Il risultato è semplicemente eccezionale, un mix vertiginoso di rievocazione filologica e invenzione narrativa, una cavalcata senza freni lungo le vie che dallo scoglio di Quarto arrivano fino al Regno di Napoli. Crimini, misfatti, tradimenti, omicidi da risolvere, congiure da sventare, suspense, azione, colpi di scena ad ogni pagina. Insomma, una rilettura a tinte forti di quella avventurosissima spedizione che rappresentò il punto più alto del nostro Risorgimento. Un modo unico e originale, nonché sommamente divertente, di celebrare il centocinquantesimo dell’Unità italiana con tutte le sue sfolgoranti luci e, nel contempo, con tutti i suoi angoli bui e i suoi inquietanti segreti (Nicola Verde: 14 aprile 2011)



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