Vloody Mary

di Paolo Di Orazio - euro 2,99 - Independent Legions Publishing

Appena finito di leggere il bellissimo “Vloody Mary” di Paolo di Orazio, ripubblicato dalla Independent Legions Publishing, non ho resistito e ho pensato di condividere anche con voi amici del sito Scheletri e del gruppo Fb Libri Horror le mie impressioni sul romanzo.
Paolo Di Orazio è un vero e proprio maestro dell’horror nostrano, e non ha certo bisogno di presentazioni. Dell’autore, oltre i celeberrimi fumetti, ho già “divorato” diverse opere: segnalo in particolare il recente “Il morso dello sciacallo” edito in solo cartaceo, la raccolta “Nero Metafisico”, l’allucinante “L’incubatrice” (dal quale il defunto Wes Craven avrebbe potuto trarre un gran film!) o i racconti contenuti nelle raccolte “Danze Eretiche Vol. 1” e “Best Italian Horror Flash Fiction” (nella quale troverete anche nuovi fumetti di Splatter e... un mio racconto selezionato dal mitico Paolo!).
Ma entriamo nel vivo della recensione a Vloody Mary: il romanzo è incentrato sull’omonima protagonista, una dj che si muove tra le discoteche e i locali della scena romana (città spesso eletta a teatro delle vicende del nostro) animando con la sua musica metal (grazie alle scalette che via via si succedono negli spettacoli del romanzo, i cultori di musica apprezzeranno sicuramente le citazioni di Di Orazio...) le serate di tanti ragazzi, alcuni dei quali vittime predestinate.
Non voglio anticipare nulla, per non rovinare la sorpresa: sappiate però che alla fonte di questo romanzo potranno abbeverarsi amanti del gore, dello splatter, delle mutazioni umane, dei riti occulti, delle indagini paranormali svolte da increduli commissari di polizia, della musica metal, dei mostri e, perché no, dei più bei film horror anni ’80. Oltre ovviamente agli appassionati della buona narrativa. Non mancano poi le scene piccanti, dove la nostra Vloody Mary mischia rabbia, passione, sofferenza, sangue, carne e chi più ne ha più ne metta.

Per definire lo stile usato dall’autore mi viene solo una parola: impressionante. I refusi sono totalmente assenti (non ne ho trovato neppure uno!), lo stile di narrazione, in terza persona, incalzante e mai noioso. La ricerca del termine è sempre puntuale, mai ridondante, l’assenza di ripetizioni suggeriscono ai lettori il grande lavoro che c’è dietro ogni singola frase. Stiamo parlando del lavoro di un perfezionista.
Ma ho usato il termine “impressionante” anche per un altro motivo: provate a leggere le scene più crude senza restare appunto “impressionati”. Paolo Di Orazio non ha bisogno di complessi e cinematografici effetti speciali per farvi venire la pelle d’oca o le vertigini: gli basta la grande maestria che ha con le parole.
Insomma, Vloody Mary è un romanzo tosto, duro, crudo e che non ha nulla da invidiare ai romanzi del genere di caratura internazionale.
Assolutamente imperdibile!
Voto: 9
[Giuliano Conconi]

Incipit
Prima notte di Luna piena: Roma, venerdì 2 luglio 2010
La Main House Room dell’Alpheus è gremita da scoppiare. Grazie a Vloody Mary, deejay girl heavy metal e hard rock. Settecentotrentasei persone stipate a morte ballano e saltano come se il movimento di massa azionasse le ruote di un carro diretto all’inferno. Mentre sotto il palco un ragazzo, jeans strappati e gilè di pelle sul torace nudo, fatto fino alla punta dei capelli, si appoggia di schiena al subwoofer sinistro e si accascia al suolo coi reni e la milza spappolati dalle vibrazioni sonore, Vloody Mary sta suonando The Drug dei Warrior Soul a centodieci decibiel.



POTREBBE INTERESSARTI

» Tutte le notizie

RUBRICHE: arte | Audiolibri | Cinema | Concorsi | Dracula | ebook | Guida alla scrittura | Halloween | Interviste | Isola di Scheletri | Letters from R'lyeh | libri | Necrolexicon | Notizie | partner | Pennywise | Racconti | Scream Queen | Segnalibri | Signora delle Mosche | Teschio d'oro | TV Horror | Videogiochi | Zio Tibia