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I MIGLIORI RACCONTI
di Richard Matheson - pagine 178 - euro 5,00 - Fanucci
Mentre viaggia solitario lungo una strada deserta un tranquillo automobilista viene preso di mira da un camionista psicopatico; un tizio insoddisfatto del proprio lavoro e oppresso dalla vita è soggetto a violenti scatti d'ira, un furore tanto violento che viene "assorbito" dalla casa in cui vive, il risultato sarà ovviamente devastante; un venditore di cravatte pieno di ossessioni è convinto che tutte le persone che lo circondano stiano cospirando contro di lui; un addetto alle pulizie si risveglia con una cultura enciclopedica; a volte è meglio stare alla larga dalle piccole cittadine del New England, ne sa qualcosa un signore grassoccio che ha la sventura di prendere una multa per eccesso di velocità; in un futuro imprecisato quattro giovani sballati entrano in un locale alternativo che offre emozioni forti, troveranno ovviamente molto più di quello che cercano; nel quartiere arriva il nuovo vicino che all'apparenza si presenta come una persona cordiale e gentile, mai un giudizio fu più sbagliato; una donna acquista per il fidanzato appassionato di antropologia una statuetta che presenta degli strani "effetti indesiderati".
Fanucci ripropone una "nuova" antologia dedicata al grande Richard Matheson, nuova tra virgolette perchè i racconti presenti in questo libro (a parte Duel) sono praticamente gli stessi di quelli contenuti in "Incubo a seimila metri" sempre della Fanucci. Ma il prezzo vale la candela, il costo è senz'altro ottimo e il rapporto qualità/prezzo è altissimo.
Sulle qualità di Matheson si sono spese milioni di parole, ma se c'è ancora qualcuno che non lo conosce è sufficiente dire che il suo stile semplice e senza fronzoli è in grado di creare grandi atmosfere di tensione, suspense e mistero. Un lettura d'obbligo per tutti gli appassionati.
Voto: 6,5
 

 

Incipit dal racconto "Duel"
Alle 11 e 32 del mattino Mann superò il camion.
Era diretto a oves, lungo la strada che portava a San Francisco. Era giovedì, e per essere aprile faceva un caldo eccessivo. Si era tolto la giacca, allentato la cravatta e aveva allargato il colletto della camicia, arrotolandosi le maniche. Il sole picchiava sull'avambraccio sinistro e su parte delle gambe. Ne sentiva il calore attraverso i pantaloni scuri mentre guidava lungo la statale a due corsie. Negli ultimi venti minuti non aveva notato nemmeno un veicolo, in una direzione o nell'altra.