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GANG BANG
di Chuck Palahniuk - pagine 208 - euro16,00 - Mondadori
Gang Bang: performance porno nella quale una sola donna affronta un certo numero di uomini.
Cassie Wright, famosa attrice porno con una strabiliante carriera alle spalle, decide di uscire di scena con un record mondiale. Sarà la prima donna ad affrontare seicento uomini di seguito davanti ad una telecamera. Quello che i comunicati stampa però non dicono è che Cassie ha deciso di morire nell'impresa. In primo luogo per evitare il ripetersi dell'esperimento e per essere la sola detentrice del primato. Ma soprattutto per rendere ricco un suo figlio mai visto, che concepì all'inizio della carriera e che allora dovette dare in adozione.
La storia, già di per sè piuttosto particolare, è narrata in prima persona da alcuni presenti alla performance, e più precisamente il numero 600, il 72 e il 137, che attendono insieme agli altri di entrare contemporaneamente in scena e nella storia del porno.
Uno dei tre uomini pensa di essere il figlio di Cassie e ha deciso di salvarla. Mentre un altro è il suo iniziatore, nonchè padre del pargolo finora mai visto, e il terzo è là perchè la vuole sposare.
Ancora una storia decisamente fuori dal comune, questa nuova opera di Palahniuk.
Partendo dalla storia vera di Annabel Chong che stabilì il record di 251 rapporti sessuali con 70 uomini in 10 ore, Palahniuk ci trascina sull'unico set cinematografico che avremmo paura di varcare. Il racconto è serrato e pieno di dettagli di cui in alcuni casi il lettore farebbe volentieri a meno, ma terribilmente efficace. La storia del cinema è piena di icone che per guadagnare l'immortalità erano disposte a tutto. Ma Cassie è decisamente disposta a morire nell'impresa, affinchè nessuna possa mai eguagliarla. Facciamo così la conoscenza di personaggi con un ego di dimensioni mitiche, quasi come gli attrezzi del mestiere che distrattamente maneggiano mentre aspettano il loro turno, e dalla morale discutibile. I loro piccoli, sporchi segreti vengono lentamente alla luce, semplicemente evidenziati dalla lunga permanenza sotto le luci impietose e dal disfarsi del fondotinta.
Pillole, omosessualità e abbronzature posticce si scambiano di posto sotto i riflettori, col solo risultato di rendere ancora più squallidi i già tristi individui, che pare abitino il mondo di quel tipo di cinema che si riduce a fare chi non ha più niente da perdere.
"Quanti film di froci finiscono per diventare degli snuff movie? Se hai pazienza, tutti!"
Non è certo la cosa più carina da dire, ma di sicuro una delle meno terribili che punteggiano il racconto di un universo che per la maggior parte del tempo resta sommerso, fino a che qualcuno appunto, non passa alla storia. E di questi tempi per passare alla storia occorre come minimo lasciarci la pelle. Ma le cose ovviamente non saranno facili, neanche per Cassie che alla fine vuole solo morire sul campo. Intanto perchè in un libro di Palahniuk quasi mai si raggiunge il fine dichiarato in partenza. I suoi finali sono tra i più creativi dell'ultima generazione di scrittori che ci è toccata in sorte: quelli che dicono la verità preferendo urlare piuttosto che suggerire.
E le cose che Palahniuk ci urla, in verità già da un bel po' di tempo ormai, sono cose che nemmeno immaginiamo, almeno fino a che lui non le scolpisce a forza nella nostra mente semplicemnete intessendone il racconto col suo celebre cinismo. Alla fine quello che conta non è certo chi avrà vantaggio dall'impresa, ma chi riuscirà a sopravvivere per raccontarla. Solo questo. Perchè nel mondo di Palahniuk le cose non solo non vanno mai come ci si aspetta, ma spesso finiscono per rivoltarsi contro chi le ha così abilmente organizzate, solo per il gusto maligno del demiurgo di vedere fallire ancora una volta i piani così minuziosamente intessuti, da gente ordinaria in un universo straordinario, su cui mai avranno controllo.
Voto: 6,5
[Anna Maria Pelella]

 

Incipit
Uno ha passato il pomeriggio al buffet con indosso solo i boxer, leccando la polverina arancione dalle patatine gusto barbecue. Vicino a lui, un altro pescava nella salsina di cipolla leccandola direttamente dal dorito. Lo stesso dorito fradicio, cucchiaiata dopo cucchiaiata. La gente si inventa un milione di modi diversi per pisciare attorno a quello che considera di sua proprietà.
Quando al catering, si tratta di due tavolini ripiegabili stracarichi di sacchetti di patatine aperti e bibite in lattina. Quando qualcuno deve andare a fare il suo pezzo, la coordinatrice del cast annuncia il numerino, e quello se ne va a girare la scena con la bocca ancora piena di popcorn al caramello, le dita che bruciano di sale all'aglio, appiccicose di glassa allo sciroppo d'acero.
Di quelli da una sola inquadratura, certi sono venuti giusto per dire che c'erano. Noi veterani, per rivedere un pò di gente e per fare un favore a Cassie. Farla avanzare di un cazzo sul cammino verso il record mondiale. Essere testimoni della storia.