I SEGRETI DI EYMERICH
di L. Trenti, M. Borsetti, N. Picchi, R. Colantonio, D. Rebus Gabrini, D.A. Gewurz, J. Lanzoni, G. Molucchi, E.F. Racca, L. Zaffini, G. Lenzi, A. Cesselon - pagine 153 - euro 12,99 - Solid Books
"I segreti di Eymerich" è un'antologia che raccoglie i 12 racconti finalisti del concorso letterario Premio Grimalkin. Tutte le opere, in modo differente e fantasioso, sono incentrate sulle gesta dello spietato e controverso inquisitore Nicolas Eymerich, personaggio creato dallo scrittore Valerio Evangelisti.
Le vicende narrate dai 12 autori, pur essendo ben distinte tra loro, hanno tutte un elemento in comune: sono tutte caratterizzate da intrecci storici e paradossi temporali, passato e futuro si fondono per dare vita a un pregevole mix tra un medioevo ricco di dettagli storici e la pura fantascienza. Senz'altro originale! Voto: 7,5
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Incipit (dall'introduzione di Valerio Evangelisti)
Eymerich rappresenta un lato in ombra che è presente in tanti di noi. Se ne possono trovare tracce inquietanti nella politica, nel costume, nel vivere quotidiano, nella diplomazia internazionale. Dovunque la crudeltà sia ammantata di idealismo, e dovunque il male eserciti la stessa attrazione che Dracula, nell’interpretazione memorabile di Christopher Lee, esercitava sulle sue vittime, là Eymerich estende il suo regno sinistro.

 

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Date queste premesse, ho accettato molto volentieri la proposta di due importanti portali dedicati al fantastico e ai giochi di ruolo — Grimalkin e la Gilda degli Anacronisti — di bandire un concorso di Eymerich apocrifi. Il concorso ha generato i racconti che state per leggere.

 

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Molti racconti sono parodistici; altri indagano dall’esterno sulla psicologia dell’inquisitore; altri ancora isolano una componente dei miei romanzi — l’esistenza di storie ambientate su diversi piani temporali — e si concentrano su quella. Meglio, mille volte meglio, di un’imitazione pedissequa e poco convincente.
Il concorso mi ha permesso un’esperienza singolare: vedere, attraverso occhi esterni, come viene letto e interpretato ciò che scrivo. Basterebbe questo elemento a legittimare l’esperimento. Cui si associano, comunque, la soddisfazione di vedere Eymerich proiettato oltre il proprio universo naturale e, perché no, una piacevolissima componente di divertimento allo stato puro.