GLI OCCHI DEL MALE
di Antonio Ferrara - pagine 168 - euro 8,00 - Prospettiva editrice
La vita di un gruppo di ragazzi viene improvvisamente sconvolta da una serie di orribili
incubi e da visioni popolate da creature oscure e malvage. Il fulcro di tutto questo
misterioso orrore e le risposte ad ogni enigma sembrano essere a Scario, un piccolo paese
del sud Italia. Per i protagonisti comincia così un viaggio pieno di pericoli e di
insidie che non mancherà di riservare drammatiche sorprese.
"Gli occhi del male", opera prima dello scrittore Antonio
Ferrara, è un romanzo ricco di colpi di scena e di elementi horror che illustra l'eterna
lotta tra il Bene e il Male. Voto: 6
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Incipit
La luce pallida del monitor rendeva pallido il viso. Con una mano muovevo il mouse, mentre
laltra era impegnata ad impugnare una birra gelata. La mia attenzione fu attirata da
un banner animato che ad intermittenza segnalava
Vieni a Scario. La cosa
mi suonava familiare. A Scario avevo un villino dove trascorrevo le mie vacanze estive. La
mia mente fu inondata da bei ricordi: le serate con gli amici, i fuochi sulla spiaggia, le
escursioni in canoa; credo che sul volto si stampò unespressione di stupore, ma la
cosa durò poco, appena rivolsi lo sguardo allo schermo il mio sorriso appena accennato si
tramutò in una smorfia indescrivibile.
Il banner era sparito! La cosa era impossibile, sapevo che una pagina
appena scaricata dalla rete non poteva sparire in quel modo. Ero stanchissimo. Avevo
finito la birra e mi rimaneva lultima sigaretta, decisi che era arrivata lora
di andare a dormire.
Lindomani mi svegliai con unemicrania pazzesca, ed il ricordo di un incubo
inquietante.
La mia stanza non era proprio adatta per sogni tranquilli, ma ormai ne ero abituato. Le
varie locandine e maschere dellorrore, che con orgoglio collezionavo, non è che mi
facessero gran paura, ero abituato ad ogni sorta dorrore letterario e
cinematografico. Mi alzai dal letto dando unocchiata alla maschera di Jason Voorches
ed unaltra a quella di Michael Myers, entrambe acquistate in Canada tramite
corrispondenza. Scesi al piano di sotto. Ero solo in casa. I miei erano al lavoro, mentre
mia sorella e mio fratello a scuola. Arrivato in cucina ritrovai il ticchettio
dellorologio che avevo portato da New York. Era un immenso orologio che al posto
delle ore aveva degli uccelli e allo scoccare di ogni ora, si potevano udire i cinguettii
delle differenti specie.
Erano le dieci e un quarto. Presi il latte dal frigorifero e il caffè
ormai freddo, che mia madre preparava la mattina presto e la tazza blu N.Y.P.D. Un altro
ricordo del mio viaggio in America.
Versai il latte e poi il caffè, ma la scena quella mattina non mi piacque per niente;
dava limpressione che nero del caffè soffocasse il bianco del latte. La situazione
se pur isignificante, mi sconvolse non poco e mi ricordava leterna lotta tra il bene
e il male.
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