Concorsi horror

1^ EDIZIONE 2008

Concorso di poesia horror.

CLASSIFICA FINALE

Elena Vesnaver interpreta "Hyde" di Luigi Milani.

1) HYDE - Luigi Milani (32,5)

Mia è
La squisita ebbrezza
Di notti scarlatte
Di pura follia
Quando,
Da me evaso,
La vita altrui
Recido.

2) IL LUPO E LA STREGA - Paolo Ferrante (30,5)

L'amore
è una vena
che s'increspa
e s'empie
d'insetti
lungo rosse
condutture
- rigurgito -
il rumore di fondo
del paradiso nero
eterna,
e lascivo
perdona
gli ormai
increspati
flussi
del Lago Segreto,
tra le fronde
abbandonate
di una tragedia
sincopata

3) IL GATTO CHE LO VIDE MORIRE - Duilio Cuoci (29,5)

Ha lo sguardo euforico da padre antico
un corpo immobile che giace,
Gatto ingoia fragili perversioni
E sotto alle unghie
Carne masticata durante il frastuono.
Ciò che non mette paura uccide,
un baciami ancora invoca perdono,
è una lama, una firma indelebile
Su un corpo immobile
Mentre gatto di carta sorride
A fragili perversioni d’amore.

3) LUCE E TENEBRA - Luigi Brasili (29,5)

Lame di luce sottile,
filamenti di vita,
d’antichi sussurri.

 

Cera fusa sul corpo non morto,
l’anima sfugge,
l'istante è già ieri.

 

Il silenzio è tortura,
il legno si scalda,
infinita la vita che avanza.

 

Poi il bagliore erompe,
chiude l’inganno infinito
di questa vita mai vita.

 

E poi, solo un filo di tenebra,
come fuoco nero,
a squarciare la luce.

3) SHH - Raffaele Serafini (29,5)

Eccoti
Occhi chiusi senza sonno
E leggero il passo
               [le mani
Mentre ti cingo di panno i polsi
               [i ferri
E sprimaccio gli incubi
Con il cuscino

 

Respiri
Fiato che sa di carne
               [cruda
               [di cane

 

Una domanda
Ti spalanca gli occhi
               [spaccando croste
Resto
Come avessi le palpebre cucite
               [alle tue

 

“Ssh”
Ti dico
               [che in amore
Non ho mai portato occhiali
O valigie

6) OSCURITA' - Stefano Milighetti (28)

La luce di una candela
allontana a fatica
la bocca dell’oscurità
che avida vuol succhiare
quel poco amore
che ho per la vita.

 

Sinuosa
si aggira intorno a me,
mi osserva
mi desidera
mostrandomi orribili memorie
che mi tranciano il cervello.

 

Piango:
impotente osservo
la luce
che lenta si consuma
e la belva buia,
sempre più vicina,
paziente aspetta.

7) THE QUEEN - Tonina Perrone (27)

Occhi impenetrabili,
pelle
bianca come la luna.
Figlia della notte,
assetate son le labbra
di
tributo altrui
pronte ad assaporare
liquido vitale
delizia del
palato.
Non raggi di sole
padroni dell’anima sua.
Nessun’ombra le
appartiene
non riflesso negli specchi.
Le luci dell’alba
le son
nemiche,
le dilaniano
le putride membra
senza tempo.

7) VENTO - Cristina (27)

Carico lamine sottili, odori grevi
Petali leggeri, disperato
sferzo, fuggo, anelo
e mentre passo dimentico
d'essere stato uomo, d'essere stato io,
d'aver dolorosamente amato la vita
te cercando chiara morte;
solo il salice ricorda
e timido respira gocce vermiglie
confuse nell'infinito
sapore dell'addio.

9) FREDDO - Elfo Nero (26,5)

Nessun lampo di luce
potrà illuminare questa notte.
La sofferenza insegue
la mia ombra,
e come ombra mi accecherà.
Il nulla si materializza,
sangue nei sogni,
tutto quanto sta crollando.
Abbandono la mia anima
fra le onde di un mare pallido.
Sarà allora Lei: la morte
l'unico siero
al veleno della vita?

 

Mi sento freddo

9) LA LARVA - Maria Galella (26,5)

La notte
Ti piove dentro

 

Lei vertigine
Lei sorella cannibale
Ha scavato il suo nido di tarme
Goccia cava pietra
Uno squarcio nel centro
Della mente
Inganno fine origine
Lei è il morso
È l’orrida mascella
E rode macina inghiotte
Il soffio putrefatto
del polmone
Rantoli di mosche
Sulla tua carcassa

 

La notte ti muore
dentro

11) TANATOS - Mattia Muscolino (25)

Sto morendo,
mentre nuvole s'infiammano,
anelli intarsiati di rubini
diventano cenere,
e persone comuni
abbandonano lo sguardo dei lupi
sotto le loro fauci.
Spine di odio nel cervello,
grovigli di sangue
mi attanagliano.
Esalo
Il respiro ultimo e più sublime.
Inalo
Fumi di emozioni antiche.

12) DAL CAMPANILE DEL CIELO - Miriam Mastrovito (24,5)

I piedi nella fossa
le mani nel fango
la nostalgia alla gola.
Un branco di cani
randagi
che tirano calci
alla luna.
La rigidezza del tempo
pietrificato
sul cuore.
Le ragnatele a distesa
tra l’incertezza
e il dolore.
Le sentinelle di vetro
nella paura contorte.
Dal campanile del cielo
piove silente
la morte!

13) CREAZIONE - Alessio Posar (24)

Dio della polvere danza nel sole.
Il libro nel cielo richiama seguaci:
fedeli che non tradiscono, bianchi nel sapere.
Vaga la Morte a recare notizie,
da paese a città, da lago a mare,
danzino tutti il ballo delle pietre,
vivano tutti per il Solo della sabbia.
Dio della polvere striscia ignorante.

14) MACINA D'OLIVE - Franco Maffiodo (23,5)

Mero fantasma sdrucito,
lembo di vuoto,
ovvio scarto di mistero,
se ti affronto con fiero cipiglio
chi è il fuggitivo,
chi si colma d'orrore
nel suo lacero panno
unto dalla macina d'olive
scampando appena d’un soffio
all'ingranaggio natale
al rigurgito della vita?

15) INTORNO A NOI - Francesco Borrasso (23)

C’è freddo, e nero e c’è tenebra
C’è pianto, urla isteriche
Sentire, sulla pelle, dentro se stessi
La notte che urla, sbraita, ti chiama e vive
C’è qualcosa nel buio, negli angoli, sotto le certezze
C’è il mare, e le onde e un verso lontano
E tornerà
E pallide figure
C’è il vespro e il suo ansimare
C’è sempre qualcosa
Intorno a noi

16) LA RADICA SCURA - Arcangelo Tangorra (22)

La radica scura,
foderata scarlatta,
là resta, muta,
soffusa d’ovatta,
che leva il brusìo
di ogni sospiro,
aggravando il cupo
dell’assente respiro...
Nei calami cola
la linfa novella;
l’ape ritorna
alla sua cella.
Si muove una foglia
nel vento di aprile;
si apre, colora
e torna a ingiallire.

16) PIOGGIA DI CARNE - Flavia balsamo (22)

Scheletri vivi danzanti
in gioiose aride steppe
un ghigno di luna
Sorride a mucchi di ossa innamorati
Scheletri di bambini giocano
perdono femori e tibie
Poi una luce
la fine
Corrono scheletri urlanti
Pezzi di pelle cadono dal cielo
Piccole falangi si tendono
fragile carne li cela
Ora sono furbi, deboli,
scatole chiuse che accumulano
odi

16) SCHEGGE D’ESTASI - Marcella Testa (22)

Scolpisco i tuoi contorni
per giungere all’idea
lo scheletro scarnifico
raschio cesello e limo.
Bevo il rosso rubino
che sprizza ad ogni tocco.
Ricerco dove nasce
la luce che svanisce.
Se provo ad afferrarla
mi sfugge l’energia
emana la materia
trabocca di potenza.
Ed è reminescenza
quel poco che intravedo.

16) RIDI - Valchiria Pagani (22)

Vedo la tua bocca
rossa e aperta
come una ferita.
Ridi
acuta e gutturale
e non c’è più pianto
né preghiera.
Ridi amore,
ridi ancora
perché io sono con te
e non ti lascerò
fino a quando dal tuo naso
vedrò uscirti l’anima.
Allora il diavolo ti striscerà nel cuore
e non servirà
pregare e bestemmiare,
perchè sarai con me
muta
tra le mute figure morte.

20) ANIME - Giuseppe Costantino Budetta (21,5)

Anime dannate,
nei cieli tempestosi,
in notti senza luna,
con nere nubi
amoreggiate,
anime dannate.
Squarciano tenebre
le vostre risa,
e godete, e godete
quando la gente
chiusa nei portoni,
teme. E l'ira del cielo
invocate voi, donne
corrotte.
Copre la terra
il vostro odio
che dispera della luce.

21) RESURRECTIO TENEBRAE - Silvia Bellinelli (20,5)

Risorgo dalla voragine del perpetuo silenzio
Libero dalle catene dell'inferno.
In me scorre gelida linfa
E il mio viver è solo
alla luce della luna,
mia Signora e mia condanna.
Mi travolge la sete,
i miei artigli bramano carne
e fremono
in quell'ultimo battito.
Dispiego ali nere nella notte
e m'illumino di tenebra.

21) IL PATTO - Marco Cartello (20,5)

Dieci grammi premono lievi
Dieci uomini muoiono in piedi.
Così poco pesa il tuo occhio
spiccato dall'orbita, vuoto e già morto.
Un patto sinistro timona il tuo io
Satana accetta e spalanca l'oblio.
In cambio dell'occhio marcio e ormai solo
dieci nemici periscono al suolo
Orbo e felice mastichi e ridi
con Satana balli canti e poi spiri.

23) QUELLA DONNACCIA MALEDETTA MI AVREBBE ROVINATO - Luca Ducceschi (20)

La mamma aveva
ragione
E allora
L’ho rovinata io
Con il bloccasterzo, nel box

 

Ne ho
comprato uno nuovo

 

Adesso è nel fiume e da morta ha ingoiato pietre
Non la troveranno più
A tutti ho detto: “è uscita a fare la spesa”

 

Sto male

 

Scrivo ogni notte
Questa confessione
La diffondo in rete

 

Ma
nessuno mi crede
E io sono
Sempre più rovinato
Dentro

23) GIRO DI NOTTE - Ivana Chirco (20)

Buia è la notte, tetra è la via
ma cosa c’è dietro quella foschia?

 

Ad un tratto appare uno spettro
Oh che paura! Devo scappare presto

 

Ad un tratto mi fermo e mi giro
o che stupida era solo un vampiro

 

Vieni con me, facciamo due passi
perché tra un po’ dovremo lasciarci

 

Per tornare dentro le bare
speriamo che il gallo non stia per cantare

25) BURIED - Gerardo Di Filippo (19,5)

Buio.
Il cuore pulsa.
Rumore di sabbia.
Terra che mi viene addosso.
Odo un pianto.
Mi muovo.
Poco.
Non posso alzarmi.
Né urlare.
Aprite!
Voci.
Preghiere.
Eterno Riposo?
Fatemi uscire da qui!
L’aria…
Come la speranza.
Sta finendo.
Armato di unghie graffio.
Le unghie si spezzano.
Non posso pensare al dolore.
I pugni…
Spingo…
Più forte…
Maledetti.

 

Tornerò.

25) LA RAGAZZA DEL CIMITERO - Guido Di Salvatore (19,5)

Solitaria nel buio cerca liberazione,
il suo è un grido non ascoltato
Cade a terra
Non vuole rialzarsi
Osserva:
oscurità
le tombe sono ambrate da lama di Bieca Falciatrice
Addio al mondo sospira!
Era felice!
un sorriso sul viso,
una lacrima sulla guancia
Pensava:
il ricordo,
a cosa serviva ora
era troppo tardi.

25) SO DOVE ERO - Rossella Martinelli (19,5)

Ho sognato che un uomo moriva.
La sua carne
tagliuzzata
in un ingranaggio perfetto.
Sorrisi genuini ovunque,
ma bave di sangue: normalità.
L'ucciso non lasciava traccia di sé;
lacrime asciutte sul volto di una donna:
riusciva già a pensare
a quando avrebbe mangiato
contenta
il corpo del suo uomo.
Rabbia, disgusto.
Dov'ero?...!

28) LE FALENE DEI MIEI SOGNI - Francesco Manca (19)

Io le vedo…
O almeno credo di vederle…
Le guardo, le sfioro…
Sono con loro…
Con le falene dei miei sogni…

28) SAZIATI (DI ME) OSCURA SIGNORA - Carpenella Paolo (19)

Saziati
Oscura Signora,
sono il tuo banchetto,
la leccornia preferita.

 

Avvampa fiamme nere
nel Faro senza luce,
gioia per Poseidone,
sono nave vagante nella tempesta.

 

Scava le rive d'ossa
con fiumi d'elminti
e modellami
ad altare d'afflizione.

 

Con bocche d'Idra
attingi pure alla rossa Fonte.
Ma la contamina una stilla d'amore:
sarà per te veleno.

30) ULTIMI ISTANTI - Andrea Delle Sedie (18,5)

È sempre più freddo
eppure c’è il sole,
la bestia è già prossima,
ne senti l’afrore

 

Or guardi la mano
lontana da te,
il braccio ormai monco,
fontana di sé.

 

Non c’è più dolore,
non c’è più paura,
c’è solo certezza di morte sicura.

 

Assisti ormai fermo,
non riesci a fuggire,
sai bene che ormai potrai solo morire.

30) IO SONO LA MORTE - Claudia Chirco (18,5)

Morte è il nome che mi danno
Ma molti non capiscono l’inganno
Chi mi teme non conosce
Quali sono dei vivi le angosce
Solo con me vi è riposo
E dirvi di più non oso.
Attendete il vostro momento
E non cedete mai allo sgomento
Per chi non rispetta il mio volere
E prima del tempo qui perviene
Non aspettano soddisfazioni
Ma soltanto punizioni!

30) FOREVER - Silvana Ponsero (18,5)

Adesso resterai con me,
per sempre con me.
Volevi andartene,
non mi amavi più,
così dicevi.
Ti ho tagliato la gola mentre dormivi.
Il cuore l’ho mangiato
senza quasi cuocerlo,
gli altri pezzi
li ho seppelliti in giardino.
E’ rimasta solo la testa,
i lunghi capelli ormai stopposi.
Ora che fa così caldo
dovrei tenerla sempre
chiusa nel freezer.

30) IL PECCATORE - Vincenzo Comito (18,5)

Tra fumo scarlatto che ammanta ogni cosa
I demoni urlano e sputano strali
Sul banco che gronda viscere a iosa

 

In mano lunghe bacchette ancestrali
Che non giungon mai alla bocca erosa
Da fame eterna, regina dei mali

 

La fila spinge e la mia carne posa
Dinnanzi l’ira dei signori immortali

 

È giunta, mi squarcia, la morte ingloriosa!

34) FATO GIOIOSO - Emiliano Racca (17,5)

T’accartocci come foglia?
Non ancora, cara mia...
Ma alla fine della via,
prima pur d’esser prozia,
di Miss Mors sarai in soglia...

 

Come foglia t’accartocci?
No, ma t’accartoccerai!
Verrà un tempo che... vedrai,
sì, vedrai che lo farai...

 

Venustà scomparirà,
e poi Miss arriverà,
per te e i tanti tuoi bambocci.

35) STRANI AMORI - Carmine Cantile (15)

Languon in silenzio le giovani membra,
l’uomo le è accanto, ma poco rimembra.
L’ultimo afflato or ora lei ha
esalato,
chino sul collo, un bacio rubato.
Gocce di sangue, le
macchian il vestito,
l’uomo, nel buio, la guarda intristito.
Prima
dell’alba, il Signore della notte,
unito si è a lei, nell’abbraccio
della morte.

35) SIRENA MELLIFLUA - Francesco Cibelli (15)

“Immergiti tra le mie braccia tenere,
bacia la bocca d’ambrosia di Venere!”

 

“Sei la mitica meta della mia vita,
sogno etereo, mio desìo, o Rita”.

 

Ilo fu soffocato da leste lingue tentacolari,
abbagliato da arcane melodi, screziati fari.

 

Sirene e tritoni manducaron l’orrido pasto,
nel dì per lor di fasto, per l’eroe nefasto.

37) IMPERSONIFICAZIONE DI UNA VITTIMA - Eleonora Gherardini (13)

Correndo inciampo in un teschio umano,
cado pesante su viscido liquame,
un'informe massa di pus ed escrementi,
che contribuisco ad incrementare
col vomito che sconquassa.
Il clangore di catene si intensifica avvicinandosi:
le pupille si contraggono allo sforzo immane,
mentre agghiaccianti urla esplodono dalle mie labbra.

37) VERMI CARNIVORI - Sara Franceschi (13)

Vermi carnivori han divorato il mio cuore,
lasciando escrementi e miscugli disgustosi,
capaci solo di partorire nuovi vermi carnivori
e rivoltanti pronti a cibarsi di carne di cuore,
ancora ed ancora ed ancora...
ed al fine rimarrà solo merda di cuore
a rimembrarmi l’odio che provo.

39) NERE NOTTI PER OGNUNO - Emiliano Maiolo (12)

Zic, zac, zoc
freddo metallo a lacerar le carni
plink, plunk, plonk
rivoli rossi a bagnar la pelle
split, splat, splot
rossi passi a perdersi nel buio,
e sempre più nere le notti per ognuno.

40) MAMMA - Andrea Montagna (10,5)

Mamma,
Perché hai ucciso
Il mio fratellino?
Perché hai sacrificato
La sua carne innocente,
Sorella della mia
E figlia della tua?
Giustizia ha una sola parola:
Vendetta.
Ora sarò io a sacrificare te
Nel sonno del tuo letto
Con questo coltello,
Come sei stata te a sacrificare lui
Nel sonno del tuo ventre
Con i bisturi dell'aborto.