Batman begins

Regia: Christopher Nolan
Cast: Christian Bale, Michael Caine, Liam Neeson, Morgan Freeman, Gary Oldman, Rutger Hauer
Paese: USA
Anno: 2005
Durata: 140 minuti

RECENSIONE

E’ il primo capitolo della trilogia di Nolan e segna il ritorno di Batman ad un realismo e drammaticità che si erano un po’ persi negli episodi (pur notevoli a loro modo) degli anni ’90 firmati Burton e Schumacher. Come ben esplicitato nel titolo si racconta dell’inizio della vicenda, di come Bruce Wayne sia diventato Batman, della morte dei genitori e di come sia riuscito a canalizzare rabbia e dolore nel riscatto di se’ e dell’intera Gotham City.

Il cast è ai massimi livelli tanto che mostri sacri come Freeman e Caine vengono relegati a semplici spalle, e il mattatore assoluto (non era scontato) lo fa un Christian Bale destinato secondo chi scrive a diventare una leggenda di Hollywood insieme a Di Caprio e pochi altri. Ridona autorevolezza ad un eroe che negli ultimi anni aveva preso dei contorni pacchiani e macchiettistici, centrandolo grazie alla buona dose di umanità conferita. Ancor più difficile il compito di Bale perché non è che i nemici brillino di luce propria, compreso un Liam Neeson a capo della Setta delle Ombre che appare poco convincente e poco ispirato.
I pezzi forti del film sono nella prima parte sull’Hymalaya, nell’addestramento rigido e inflessibile ninja, e nell’aspetto psicologico, solo apparentemente banale, della paura di Bruce dei pipistrelli e in generale dell’oscurità. Il buio è dopotutto l’elemento naturale del nostro e della trilogia. Batman opera nella notte, mai alla luce del sole, e Gotham sembra perennemente avvolta in una infinita notte. E dal momento che i nemici perdono l’occasione per caratterizzarsi davvero (nel qual caso sarebbe stato quasi un capolavoro) la centralità di Begins sta tutta nel magnetismo di Bale e nell’immedesimazione dello spettatore con le paure e le speranze di Bruce Wayne. Il tema della paura delle tenebre si riproporrà anche nel Cavaliere Oscuro con più potenti margini di risoluzione.
Si diceva della prima parte in cui un Bruce disilluso fugge da Gotham per perdersi in un improbabile destino da criminale qualunque, che sembra però sprecato, e c’è una frase del boss malavitoso Falcone che rimane impressa, una frase che spinge quasi Bruce ad andarsene: “Tu non conosci la vera miseria, il non avere niente da perdere, il marcio del mondo…, e avrai sempre paura di quello che non conosci…”. Al che il signor Wayne Junior tenterà di raschiare il barile dell’umanità per fortificarsi, per dare un senso alla propria vita e, in fondo in fondo, per tornare un giorno a vendicare i propri genitori, perdendosi fino ai confini del Tibet.
E i primi 40 minuti funzionano alla grande, è quasi un’epopea, musiche e azione. Bruce torna a Gotham nella sorpresa generale e conosce la propria azienda, riabbraccia Alfred (l’evergreen Micheal Caine, fantastico), e comincia ad accarezzare l’idea di poter fare qualcosa per una città in mano alla corruzione e al crimine, senza sapere ancora cosa. Fino a qui siamo incollati alla poltrona.
Dove il film soffre qualcosa è nella parte finale dello scontro con il male, con ciò che rimane della Setta delle Ombre. Motivo presente in tutta la trilogia di Nolan tranne forse nel secondo episodio non fosse lì per la straordinaria interpretazione dello scomparso Jocker Heath Ledger, anarchico, sadico amorale, senza regole e per questo imprendibile, non catalogabile.
Nello scontro finale dunque, dove le super armi e gli effetti avrebbero dovuto esaltare tutta l’opera in realtà B.B. cede leggermente il passo, semplicemente perché non ci sorprende abbastanza e un istante prima già immaginiamo quale sarà la scena. Poco male, della trilogia Begins va a piazzarsi al secondo posto dopo il Cavaliere Oscuro e a fare la differenza è certamente la prima ora, la fenomenale ricostruzione degli inizi della saga. Ci piace vedere il piccolo Bruce a teatro coi genitori nella Gotham malfamata di allora. Ci piace vedere il piccolo Bruce orfano nella grande villa, coccolato da Alfred maggiordomo. Ci piace infine vedere Bruce/Bale cresciuto, pistola nascosta in tasca, entrare in tribunale in occasione della lettura della sentenza contro l’assassino dei suoi cari, a distanza di molti anni. E’ intenzionato a farlo fuori, ma qualcuno lo precede.
Voto: 7,5
(Claudio Bacchi)