Un ponte per Terabithia

Titolo originale: Bridge to Terabithia
Regia: Gabor Csupo
Cast: Con Josh Hutcherson, AnnaSophia Robb, Robert Patrick, Zooey Deschanel, Baillee Madison, Kate Butler, Latham Gaines
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Durata: 94 minuti

TRAMA

Jess, un ragazzino di undici anni, vede la sua vita cambiare improvvisamente, quando fa amicizia con Leslie, una coetanea appena arrivata nella sua scuola. I due si inventano un mondo immaginario chiamato Terabithia, popolato da creature magiche, giganti e trolls. Mentre la vita in famiglia é ricca di contrasti, i due nel loro "mondo" sono il re e la regina...

RECENSIONE

Attenzione a non catalogare il film, tratto dal romanzo di Katherine Paterson, (pubblicato nel 1977), come fantasy per ragazzi solo perché i produttori sono quelli di Narnia e il titolo è ispirato a un'isola brevemente menzionata in due romanzi delle Cronache.
Pur restando sostanzialmente fedele allo spirito del libro, scritto dalla Paterson per aiutare il figlio a superare il dolore provocato dalla tragica morte di una sua amica, il regista di origine ungherese Gabor Csupo, ha puntato sulla rappresentazione del mondo fantastico, frutto dell’immaginazione infantile, per accentuare in parallelo il disagio e la solitudine che i due ragazzi provano in quel mondo reale che costantemente li emargina.
Nella vita di tutti giorni sembrano possibili solo due posizioni, quella di chi subisce la prepotenza e la miseria, e quella di chi le impone.
Forse è per fuggire a tutto questo che i due protagonisti, sono diventati degli assi nella corsa. Ed è proprio da questa "individuale e solitaria passione" che inizia la loro amicizia.
Non aspettatevi però un film d’avventura in una terra fantastica, perché non sono quelle le battaglie che i due ragazzi devono vincere.
Jess e Leslie devono crescere, acquistare fiducia in se stessi e soprattutto uscire da quella solitudine che la società sembra voler loro imporre.
Anche a Terabithia esiste il male, come nel mondo reale, ma lì Jess e Leslie hanno scoperto che la loro amicizia li rende così forti, da opporsi al Signore oscuro e diventare re e regina di quel mondo.
Le loro vittorie diventano poi vittorie nel mondo reale, e così il regista, attraversando gli spazi aperti del bosco giunge allo scuolabus dove quotidianamente si verificano gli scontri più accesi, riuscendo a far emergere i suoi piccoli eroi e a dare credibilità alla vicenda.
Un film che parla ai giovani, ma anche agli adulti senza proporre la solita retorica, ma qualcosa di più concreto.
Un ponte per Terabithia non è un percorso verso uno scontato lieto fine, ma un cammino verso una luce, in una società in cui i confini fra adolescenza e maturità sono labili e quasi scompaiono per la velocità con cui i media s’impongono.
Terabithia è la nostra innata capacità di immaginare, di creare, la nostra finestra aperta sull’anima.
Fantasia e realtà sono inoltre magistralmente mescolate tra loro in un equilibrio perfetto fin dalla sigla iniziale che, in un piccolo capolavoro di delicatezza, racchiude in sé la chiave di lettura e l’intera poesia di questo film.
Voto: 7,5
(Cristina)